giovedì 11 marzo 2010

L'Armory rivitalizza New York



È in corso a New York la dodicesima edizione dell'Armory Show, la fiera per l'arte moderna e contemporanea che ogni anno trasforma i moli dell'Hudson River in un luogo d'incontro per i protagonisti della scena artistica americana. Rispetto all'anno passato la fiera si presenta in espansione con un deciso aumento del numero degli espositori, 289 da 31 paesi. L'atmosfera è molto più vivace rispetto alla scorsa edizione, che era stata colpita dalla crisi. Il clima è di ripresa, con parecchie vendite registrate già il primo giorno, corridoi affollati, e un elevato numero di collezionisti tra i visitatori. In sensibile crescita anche il numero delle manifestazioni parallele: oltre all'Art Show organizzato dalla Art Dealers Association of America, che ha spostato le date per coincidere con l'Armory, sono ben dieci le fiere parallele, di cui tre si tengono per la prima volta. L'aumento delle fiere può stupire se si pensa alla recessione, ma si spiega d'altra parte proprio con il calo degli affitti e la maggior disponibilità di spazi. 

Sebbene non brillino le novità, la risalita del mercato si rispecchia nelle scelte delle gallerie, che presentano da un lato opere eccentriche e colorate, quali quelle di Nancy Chunn da Ronald Feldman Fine Arts di New York, dall'altro mini-mostre personali che rivelano una recuperata fiducia nel mercato. La scelta del "solo show" è stata fatta soprattutto da gallerie locali, che in caso d'interesse dell'acquirente hanno comunque il proprio magazzino a disposizione o possono invitare i clienti in galleria. Un esempio è quello di David Zwirner, che mostra fotografie di Philip-Lorca di Corcia, tra cui una serie di polaroid a 4mila $ l'una, di cui una trentina sono state vendute il primo giorno. 

Stand dedicati a un solo artista, questa volta su invito dell'organizzazione, anche nella sezione dedicate alla scena artistica berlinese, una novità di quest'anno che ritornerà nelle prossime edizioni proponendo focus tematici o geografici. La scelta di Berlino deriva dalla sua reputazione di città "povera ma sexy" (famosa definizione del sindaco Klaus Wowereit), che viene associata dalla direttrice della fiera Katelijne De Backer alla scena newyorchese degli anni '90.  Molte gallerie hanno puntato sugli artisti e le opere selezionate dai curatori Francesco Bonami e Gary Carrion-Murayari per la 75esima edizione della Whitney Biennial, in corso fino al 30 maggio, con ottimi risultati: Kavi Gupta Gallery presenta un'opera fotografica di Curtis Mann della stessa serie esposta al museo, venduta il primo giorno per 22mila $; Ibid Project di Londra offre i bastoni di David Adamo, intagliati fino a diventare strumenti fragili e inutili (5mila $) e opere di Marianne Vitale; Derek Eller Gallery presenta Jessica Jackson Hutchins, Pierogi (Brooklyn) Dawn Clements e Tanya Leighton e i video di Sharon Hayes. 

L'Art Show dell'ADAA, pur essendo di dimensioni molto minori, spicca per la qualità museale delle opere. La fiera vanta essere la più antica fiera di New York, da 22 anni nell'elegante location dell'armeria di Park Avenue. Dei 70 espositori, molti presentano mostre personali e curate, tra cui William Kentridge da Marian Goodman, fino al maggio in mostra al MoMA, Matt Johnson alla Blum & Poe di Los Angeles, che partecipa per la prima volta, e Alighiero Boetti da Sperone Westwater. Assoluto highlight della fiera è una mostra di disegni dei due maestri Gustav Klimt e Egon Schiele, che la Galerie St. Etienne ha organizzato per celebrare il suo 70esimo anniversario ed è stata molto apprezzata da pubblico (prezzi da 700mila $ a poco meno di un milione).

FONTE: Silvia Anna Barrilà

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