domenica 28 febbraio 2010

Il cavallo di Leonardo: realtà, non leggenda



Una ricerca dimostra che il gigantesco monumento equestre in onore di Francesco Sforza aveva tutti i requisiti per essere realizzato


Il progetto di Leonardo da Vinci era perfetto. Il suo leggendario Monumento equestre per Francesco Sforza (oltre L’indagine interdisciplinare coordinata da Andrea Bernardoni
Lo dimostrano i risultati di una complessa indagine interdisciplinare promossa dall’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze (Museo Galileo). Coordinata dallo specialista Andrea Bernardoni, autore per l’editore Giunti della più recente monografia sull’argomento (Leonardo e il monumento equestre a Francesco Sforza, Storia di un’opera mai realizzata, 2007), la ricerca è stata condotta applicando alla vasta documentazione leonardesca pervenutaci le più sofisticate tecniche di simulazione oggi utilizzate dall’industria per le grandi fusioni. progetto di Leonardo da Vinci era perfetto. Il suo leggendario Monumento equestre per Francesco Sforza (oltre 7 metri di altezza per un peso stimato di 70 tonnellate di bronzo) non era semplicemente il sogno ambizioso di un artista geniale, ma aveva tutti i requisiti tecnici per essere prodotto in un’unica colata e reggersi perfettamente in equilibrio.

L’idea: fondere l’opera in un cantiere aperto per l’Expo milanese del 2015

«Fin qui», spiega Paolo Galluzzi, direttore del museo, «vigeva la diffusa convinzione che il progetto fosse materialmente irrealizzabile. Negli Stati Uniti è stato perciò possibile realizzare due copie del cavallo, ma con procedimenti del tutto indipendenti dalle precise informazioni conservate nei manoscritti di Leonardo. Ora sappiamo invece, su basi rigorosamente scientifiche, che Leonardo concepì un’opera ardita ma perfettamente fattibile, ricca per di più di soluzioni innovative».
I risultati della ricerca saranno esposti in una mostra altamente spettacolare. «L’ideale», suggerisce Galluzzi, «per inaugurare l’Expo milanese del 2015. E l’impatto sarebbe tanto maggiore se, contestualmente, si potesse fondere il monumento a cantiere aperto, coinvolgendo così il pubblico più vasto e i media di tutto il mondo».


Il progetto originale di Leonardo da Vinci


Il progetto, come noto, fu voluto da Ludovico il Moro, signore di Milano, per celebrare il padre Francesco Sforza. Leonardo vi si applicò tra il 1482 e il 1499, durante il primo soggiorno milanese. Studiò con minuzia l’anatomia del cavallo e mise a punto gli infiniti dettagli pratici dell’operazione: un metodo di fusione indiretto (prima testimonianza della sua reintroduzione in epoca rinascimentale), le macchine per movimentare e assemblare la pesantissima forma; il modo di produrre con rapidità enormi quantità di bronzo e di distribuirlo omogeneamente nell’intercapedine tra forma e controforma.
Leonardo ideò anche un brillante sistema per monitorarne l’avvenuto riempimento dell’intercapedine mediante sensori pirotecnici che esplodevano quando il bronzo fuso giungeva al livello desiderato. Tutto fu però vanificato dalle armate francesi che nel 1499 conquistarono Milano, cacciarono Ludovico e distrussero, tra le altre cose, il modello in creta del cavallo.

FONTE: artelebonline.it

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