lunedì 1 febbraio 2010

Swift e Beyoncé, notte di Grammy. Ma è un'America in salsa sanremese


E' il trionfo del "nazionalpopolare" all'americana. Premi per tutti. Il più bravo è Andrea Bocelli che canta "Bridge over troubled water" con la Blige


Aridatece Sanremo. Nella notte delle stelle Usa trionfa il musicalmente corretto a cui le major s'aggrappano sperando di frenare la valanga (in discesa) di vendite. Il più felice e il più bravo di tutti sembra Andrea Bocelli: canta in coppia con Mary J. Blige "Bridge Over Troubled Water", Quel Ponte sulle Acque Pericolose, la canzone che all'ultimo Telethon ha raccolto milioni per Haiti, e lo spettacolo qui è assicurato, negritudine e classic touch, la sintesi che fa impazzire l'America dai tempi di George Gershwin, e chi può dare di più? Lady GaGa apre lo show con "Poker Face" in coppia con Elton John (chi è la maschera di chi?) ma alla fine le scippano l'Album of the Year, che è il premio più ambito, perché quell'italoamericana ex punkettina che adesso rifà in salsa dance il glam rock di Bowie & C. è trooooppo di tendenza per questi Grammy Awards: così sul podio finisce la già premiata (2008) Taylor Swift, suo il miglior disco dell'anno, "Fearless", che è pure miglior disco country, a dispetto dell'esibizione live lì in tv, in coppia con Stevie Nicks, l'ex Fleetwood Mac, praticamente disastrosa, una stecca dopo l'altra. Ma che importa? Questa è la festa della musica Usa, ci sono premi per tutti, più di 50 categorie, ha sfiorato il successo perfino la brava Roberta Gambarini, italiana d'America che nella categoria Jazz Vocal Album sfidava stelle del calibro di Joe Sample e Randy Crawford, che fanno coppia dai tempi mitici di "Street Life", più di trent'anni fa. Lo show must go on perché cosi vuole la Cbs, che distribuisce la festa in diretta, interrompendola qui e là con gli strilli del telegiornale che promette rivelazioni sulla mamma coraggio dell'incendio-strage di Brooklyn. Tutto quanto fa spettacolo: anche Beyoncé, ci mancherebbe, l'ex Destiny's Child che ha una decina di nomination e porta a casa sei premi (su dieci nomination) la miglior performance vocale femminile per "Halo", salutata dagli applausi del pubblico che è sembrato più colpita in verità per il suo show in passerella col marito rapper e producer Jay Z, accompagnata dal nipotino, il figlio della sorella (ed ex collega di band) Solange. E' l'America che tiene famiglia, l'America che si commuove quando sul palco arrivano i figli di Michael Jackson, Paris e Prince, con i poveri bimbi circondati dai famelici zii, e il piccolo erede costretto a improvvisare un discorso sul papà che forse voi non lo sapevate ma il suo amore più grande è stata l'ecologia, e quindi chissà quanto avrebbe apprezzato questo nuovo video con la canzone "Earth Song" realizzata in 3D, in fondo è la moda del momento, "ciao papà, ti vogliamo bene", dice il piccolino, mentre Jennifer Hudson, Celine Dion, Usher e Smokey Robinson si esibiscono nel tributo al re del pop che non c'è più. Aridatece Sanremo. Almeno lì non c'è neppure la possibilità (si spera) di incrociare lo sguardo triste di Eminem che torna sul palco come il Buffalo Bill del rap per farsi incornare non diciamo dal più incalzante Lil Wayne ma perfino dal giovane Drake finora a noi sconosciutissimo ma qui già fenomeno. E se perfino un ex divo del rock come Jeff Beck si improvvisa chitarrista lounge per omaggiare il defunto Les Paul non meraviglia più di tanto quel dissacratore di Quentin Tarantino improvvisatosi bravo presentatore. Grande gag, da vero "basterd". Uno dei pochi momenti di luce assieme al blitz dei Kings of Leon ("Use Somebody" miglior rock performace e disco dell'anno) che salgono sul palco e almeno hanno il coraggio di dire che hanno alzato il gomito. "Non dirò bugie: siamo un pochino ma felicimenti ubriachi" dice Caleb Followill, il leader. Vivaddio. Son quelli sobri che qui fanno paura.

FONTE: Angelo Aquaro (repubblica.it)

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