lunedì 9 dicembre 2013

DA DOMANI AL 9 FEBBRAIO LA MOSTRA 'RE-MADE IN ITALY' ALLA GALLERIA D'ARTE MODERNA A ROMA

 
 
È il “rigore dell’immaginazione” come filosofico punto di arrivo e in realtà partenza della “nuova” arte contemporanea, attraverso i ready-made dell’artista, il protagonista della mostra Duchamp Re-made in Italy. Scandaloso per epoca e definizione, Duchamp diede una violenta scossa all’intero sistema artistico, rivoluzionandone visioni e codici. In un giro di ruota, come quella di bici montata su uno sgabello in Roue de Bicyclette. Era il 1913 e Duchamp vedeva l’arte dove non era previsto che fosse, o la costruiva dove era impensabile immaginarla.
A cento anni dal suo primo ready-made e a cinquanta dal viaggio in Italia, un percorso nell’attualità del lavoro di Duchamp per riflettere sul peso della sua ricerca nello scenario artistico internazionale, in generale, e italiano in particolare. Prendendo le mosse dalla mostra milanese del 1964 e da quella romana del 1965, l’iter illustra vita, carriera e sguardo dell’artista, dal primo olio realizzato a quindici anni alla Boîte en valise, museo portatile che creò riunendo settanta pezzi in miniatura in una valigia Louis Vuitton, dai dischi ottici precursori dell’optical art nei film come attore e regista - uno per tutti, Anémic Cinéma con Man Ray e Marc Allégret - ai ready-made appunto, che replicò nel 1964-1965. Ecco allora il più noto Fountain accanto a Air de Paris, fino a Pulled at four pins, acquaforte che ne ricorda uno del ‘15 andato perduto.
 
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