lunedì 18 gennaio 2016

Flamenco Primitivo, i modernisti trasformati


Narelle Jubelin riproduce su tessuto quadri famosi dell’epoca moderna

Narelle Jubelin è un’artista australiana residente in Spagna a cui la galleria Marlborough Contemporary di Londra dedica una mostra personale (la seconda) con i lavori più recenti dell’artista. La sua peculiarità? Tradurre le culture visive, al di là del mezzo e dei luoghi di appartenenza, a partire dall’eredità lasciata dai Modernisti

 Flamenco Primitivo è il titolo della mostra londinese, e omaggia le performance del cantante Niño de Elche, che ha rotto la tradizione reinventando il flamenco, recitando poesie di T.S. Eliot e indossando t-shirt con opere di Francis Bacon. Anche Narelle Jubelin opera in un campo cross-disciplinare, e utilizza le opere dei modernisti come punto di partenza per esplorare i significati culturali degli oggetti. Nelle sue opere riprendono forma attraverso la tessitura concetti, quadri, tavole famose di Anni Albers, Lina Bo Bardi, Lee Bontecou, José Guerrero, Hannah Höch, Ree Morton, Pablo Picasso, Mira Schendel, per citarne alcuni. 

 Un lavoro elaborato di filatura e cucito, in cui immagini iconiche rinascono, spesso in scala, sotto nuove sembianze pur rimanendo riconoscibili. Ma l’artista non si limita a riprodurre e reinventare: a modo suo, offre spunti di pensiero critico rispetto a temi come la ‘canonizzazione’ di alcuni artisti, e la complessità del definire l'arte e la storia dell’arte. Tuttavia non è solo attraverso ago e filo che Narelle esaurisce la sua pratica: in mostra anche opere in bronzo che ruotano attorno ad un altro tema a lei caro, quello delle distanze geografiche e delle differenze culturali. 


FONTE: lastampa.it

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