venerdì 18 gennaio 2013

Allarme. I led oscurano il giallo di Van Gogh


Team internazionale di scienziati: i sistemi di illuminazione Led provocano una trasformazione chimica per alcuni pigmenti. Il famoso "chrome" del pittore olandese si trasforma in un marrone verdastro

Il giallo per Van Gogh era come il blu per Kandinskij o l'oro per Klimt. Un colore vitale, una cifra stilistica, simbolo della propria arte. E' il giallo brillante a personalizzare molti dei capolavori sommi di Van Gogh, come i Girasoli. L'idea che i celebri gialli brillanti del pittore olandese possano "scurirsi" e deteriorarsi in un processo di alterazione sarebbe una "ferita" incalcolabile per la storia dell'arte. Eppure il rischio è altissimo. A provocare questa trasformazione chimica sono i sistemi di illuminazione Led, considerati fino ad oggi ultra-sicuri, e per questo installati in gallerie e musei d'arte in tutto il mondo. In sostanza, il pigmento giallo luminoso che caratterizza tante opere di Van Gogh dopo un'esposizione alle luci al Led cambia in uno spento marrone-verde olivastro. Ecco che i "Girasoli" di Van Gogh "appassiscono", come denunciava qualche giorno fa l'Indipendent.


A lanciare l'allarme è infatti un team internazionale di scienziati, di cui fa parte anche l'Istituto di scienze e tecnologie molecolari (Istm) del Cnr. Alla base della ricerca, pubblicata su "Analytical Chemistry", lo studio su una serie di dipinti di Van Gogh provenienti da musei olandesi e francesi, realizzati tra il 1887 e il 1890, anno della morte del pittore a 37 anni. Le opere-campione sono state sottoposte ad analisi ai raggi X.

 presso laboratori italiani e olandesi e presso l'Europen Synchrotron Radiation Facility (Esrf) di Grenoble (Francia) e il Deutsches Elektronen-Synchrotron (Desy) di Amburgo (Germania). Al centro dello studio, i pigmenti usati nei quadri da Van Gogh per testare gli effetti di cambiamento nelle condizioni di ore prolungate sotto un'illuminazione Led, caratteristica per emettere una luce con una componente spettrale blu molto elevata. Non tutti i pigmenti, e quindi non tutte le opere, sono soggette al fenomeno di degrado.

A risultare chimicamente instabile è il colore ad olio cosiddetto "giallo cromo", quanto mai prediletto dagli artisti della metà dell'800, e ritrovato anche in molte opere di Paul Cézanne e Paul Gauguin. Colore che dopo una serie di ore di esposizione a semplice luce verde o blu si trasforma in uno spento marrone-verde olivastro. I ricercatori però hanno individuato tre tonalità di colore giallo cromo. Il cosiddetto "Middle yellow", o cromato di piombo, è la forma di colorazione risultata chimicamente stabile. Ma le altre due variazioni, il "Lemon yellow" e il "Primrose yellow", prediletto dal pittore, cominciano a diventare marrone o verde olivastro dopo alcuni giorni di esposizione a semplice luce verde o blu emessa da alcune luci al Led. Le motivazioni sono da imputare alla diversa struttura cristallina e al più alto contenuto di solfati.

Ecco che i ricercatori hanno invitato le istituzioni museali a riconsiderare i sistemi di illuminazione con faretti Led, magari utilizzando dei filtri, e contestualmente a verificare se tra le opere d'arte esposte vi siano esempi di colori chimicamente instabili. L'appello da parte degli scienziati è rivolto a tutti quei quadri realizzati nell'epoca di Van Gogh. Il primo museo ad essere allertato è proprio il Van Gogh di Amsterdam, che custodisce i famosi "Girasoli" e il "Ritratto di Gauguin", un altro capolavoro di Van Gogh che utilizza il colore instabile. Certo, l'oscurità come cura risolutiva non può essere compatibile con la fruizione da parte del pubblico, ma, secondo gli scienziati, il museo dovrebbe trovare un giusto equilibrio rivedendo i progetti di esposizione in funzione dell'illuminazione.

FONTE: Laura Larcan (repubblica.it)


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