venerdì 5 agosto 2011

Terra Arte 2011

Terra Arte è un'esperienza che si segnala per lo sforzo di proporre e realizzare un modo alternativo di fruire l'arte e le sue diverse manifestazioni

Come ormai da tempo, anche quest'anno ho ricevuto e accolto l'invito di Luca Pugliese, artista nonché mio ex allievo alla facoltà di Architettura di Napoli, a esporre le mie opere nell'ambito della rassegna Terra Arte da lui ideata e diretta, la cui undicesima edizione, grazie al forte sostegno e alla sensibilità del sindaco Felice De Rienzo, si terrà nel comune irpino di Paternopoli il 6 e il 7 agosto prossimi.
Terra Arte è un'esperienza che si segnala per lo sforzo di proporre e realizzare un modo alternativo di fruire l'arte e le sue diverse manifestazioni, in un regime di totale convivialità festosa e di partecipazione popolare che di fatto sembrano plasmare lo spazio, sia pur urbano, come uno scenario naturale, privo di chiusure e a completo servizio della ritualità collettiva. L'invito a Terra Arte mi dà pertanto modo di riproporre alcune riflessioni che mi stanno particolarmente a cuore sul tema del rapporto tra natura e architettura.
L'uomo è immerso, e nello stesso tempo è, natura. In noi agiscono forze che ci avvicinano e ci allontano dal nostro essere natura. Riconvergere verso la totalità che la natura rappresenta è una sfida che siamo tenuti a raccogliere. La storia dell'architettura e dell'urbanistica, del resto, è la storia di questa lotta sin da quando nella radura si costruiva il villaggio in cerchio con i percorsi a raggio che convergevano verso il centro in una cristallina e complessa articolazione di significati. 

In modo alterno, nella storia, l'uomo ha sentito l'esigenza di riaccostarsi al verde, di reintrodurlo nel tessuto delle sue strade, e oggi più che mai questo bisogno di immersione e di nuova fusione con tutto ciò che diciamo “natura” preme nell'architettura e nell'urbanistica che non possono mancare all'appello della salvazione del pianeta.
E a questo proposito vorrei riportare alcune mie riflessioni che ho espresso nel volume “Decrescita. Architettura della nuova innocenza”, Corraini Edizioni 2009.

FONTE: Riccardo Dalisi (lastampa.it)

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