venerdì 17 giugno 2011

Apre i battenti Art Basel 2011 e sembra tornare aria di boom. I Vip all'anteprima


È iniziata con un'anteprima Vip e prezzi folli, come i 5,5 milioni di dollari per un quadro di Mark Rothko del 1969, la 42ª edizione di Art Basel, la più grande e prestigiosa fiera d'arte contemporanea al mondo, aperta al pubblico dal 15 al 19 giugno. I primi segnali fanno pensare che la crisi del 2008-2009 sia ormai lontana e sia tornata una gran voglia di acquistare arte contemporanea.
Nei vari appuntamenti riservati ai Vip ieri si sono visti Dasha Zhukova, la compagna del magnate russo Roman Abramovich; la modella Naomi Campbell; l'attore Will Ferrell; ma anche la figlia dell'emiro del Qatar nonché i collezionisti americani Don Mera Rubell. Ma tra gli habitué di art Basel figurano anche il magnate indiano Aditya Mittal, Howard Rachofsky, Laurence Graff, gli attori Brad Pitt e Val Kilmer.
All'evento di Basilea hanno trovato posto quest'anno 300 gallerie (su circa mille che hanno fatto richiesta) in rappresentanza di 35 paesi che espongono i lavori di oltre 2500 artisti, assicurati per oltre 1,75 miliardi di dollari, il 15% in più del 2010, secondo le stime di Robert Read della Hiscox. Sono attesi oltre 60mila visitatori. Arte Basel, fondata nel 1970 da Ernst Beyeler e altri, lanciata a livello internazionale da Sam Keller che l'ha diretta dal 1999 al 2008, é diventata un appuntamento da non perdere per galleristi e collezionisti.
La parte del leone è fatta da americani ed europei. Tra le gallerie si annoverano 73 provenienti dagli Usa, 50 dalla Germania, 32 dalla Svizzera, 31 dalla Gran Bretagna, 23 dalla Francia, 20 dall'Italia, 8 dal Belgio, 7 dal Giappone e dalla Spagna, 6 dall'Austria, 4 dal Brasile e dalla Polonia, 3 dalla Cina, dalla Danimarca, dall'India, dalla Norvegia e dai Paesi Bassi, 2 dal Canada, dall'Irlanda, dal Messico, dal Portogallo, dalla Svezia, dal Sudafrica e dalla Turchia e 1 rispettivamente dall'Argentina, dalla Corea del Sud, dalla Finlandia, dalla Grecia, da Hong Kong, dall'Islanda, da Israele, dal Libano, dalla Russia, dalla Slovenia, dalla Thailandia e dall'Ungheria.
«C'è aria di boom quest'anno a Basilea» - avverte Philip Hoffman, ceo della londinese Fine Art Fund, che ha già venduto quattro pezzi per 8,2 milioni di dollari e ha dichiarato a Bloomberg : «I ricchi vedono l'arte come una protezione contro la recessione. Oggi sono consigliati meglio rispetto al 2007, anno del boom, in cui ho visto degli idioti comprare qualsiasi cosa».
Andy Warhol da 80 milioni 
Pochi minuti dopo l'apertura della fiera, dal gallerista svizzero Bruno Bischofberger si è fatto avanti un collezionista europeo interessato al quadro gigante da 10 metri di Andy Warhol raffigurante Marilyn e messo in vendita per 80 milioni di dollari. Ma poi l'opzione è saltata perché il venditore ha deciso di ritirare il quadro dal mercato.

Opere del 1960-70 
I collezionisti americani ammettono che i prezzi sono un pò alti e che bisogna fare i conti con l'euro che si è rivalutato, ma che la qualità è buona quest'anno. Particolare interesse sembrano incontrare le opere del periodo 1960-1970. Due dei 13 barattoli di Campbell's Tomato Juice del 1964 firmati da Andy Warhol messi in vendita da un collezionista privato, hanno trovato subito dei compratori disposti a sborsare 1,1 milioni dollari per ciascun pezzo.

Una scultura di Anish Kapoor, l'artista anglo indiano attualmente presente in Italia con tre installazione tra Milano e Venezia, è stata venduta dalla galleria Lisson per circa 890 mila dollari (625mila euro). Uno stereogramma di Haroon Mirza, promettente giovane artista vincitore del Leone d'argento alla Biennale di Venezia 2011, é passato di mano a 26mila dollari (18mila euro). «I ricchi sono sempre più ricchi - commenta il gallerista che nelle prime quattro ore di apertura della Fiera ha venduto ben 15 pezzi - scendono dall'aereo e comprano. Anche se i prezzi richiesti sono alti».
La scorsa estate sono stati i visitatori asiatici e del Medio Oriente a conquistare la scena, quest'anno ci si aspetta qualche acquisto eclatante da parte dei collezionisti dell'America Latina, in particolare del Messico e del Brasile.
FONTE: Antonia Bordignon (ilsole24ore.com)

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