venerdì 30 ottobre 2015

“VIVEREDARTE” CHIAMA A RACCOLTA GLI ARTISTI E SCENDE IN PIAZZA A PESCARA DAL 3 AL 5 NOVEMBRE


Pescara  protagonista della quarta tappa del laboratorio artistico viveredarte promosso da smart.  Appuntamento in Piazza della Repubblica da martedì 3 a giovedì 5 novembre.

Milano, 28 ottobre – Arriva anche a Pescara il laboratorio itinerante di viveredarte, il sistema cross-mediale che promuove l’arte accessibile a tutti e una nuova forma di mecenatismo.
La città è stata scelta, infatti, come tappa abruzzese del tour “smart in the city”, durante il quale verrà realizzata una collezione privata composta da opere a tema, commissionata dal celebre brand automobilistico a giovani talenti.
Nel corso dell’intera iniziativa, oltre 20 artisti provenienti da tutta Italia realizzeranno così più di 50 opere davanti al pubblico, che li potrà seguire nei 6 laboratori allestiti in altrettante città italiane. Un giro per l’Italia che è partito da Latina, Palermo e Salerno (dove sono già stati identificati i primi 9 artisti che hanno lavorato alla collezione), giunge ora a Pescara, proseguirà a Bari e si concluderà a Milano.
Il via ai lavori martedì 3 a partire dalle ore 10.00, fino a giovedì 5 novembre in Piazza della Repubblica.
Per partecipare alle selezioni e lavorare per tre giorni alla collezione privata smart occorre iscriversi in maniera gratuitasulla piattaforma viveredarte.it, caricando più opere del proprio repertorio.  Gli artisti più interessanti verranno invitati  martedì mattina in Piazza per presentare il proprio portfolio al Prof. Andrea Del Guercio, docente dell’Accademia di Brera e direttore artistico di viveredarte .
Solo 3 candidati potranno iniziare subito a creare le opere che entreranno nella prestigiosa collezione e, alla fine, saranno esposte a Brera e presso l’aeroporto internazionale di Milano Malpensa.
Una troupe sarà a disposizione di tutti gli artisti che, durante l’evento, vorranno presentare le proprie opere e realizzare video promozionali, che saranno pubblicati gratuitamente su tutti i canali raggiunti da viveredarte.
Tutte le opere presentate entreranno nella galleria virtuale di viveredarte che, grazie alla collaborazione con Kijiji.it, il sito di annunci gratuiti del gruppo eBay, consentirà agli artisti di farsi conoscere dal grande pubblico e vendere direttamente senza alcuna mediazione.

FONTE: Ufficio Stampa ECHO

lunedì 26 ottobre 2015

Nel “Paradiso” di Gauguin anche 2 capolavori mai visti



In mostra al Mudec di Milano dal 28 ottobre al 2 febbraio

Ci saranno anche due capolavori mai esposti per la prima volta in Italia nella grande mostra «Gauguin. Racconti dal paradiso », allestita dal 28 ottobre al 2 febbraio a Milano, negli spazi del Mudec-Museo delle Culture. Si tratta dell’Autoritratto con Cristo Giallo del parigino Museo d’Orsay e di Mahana no atua (Giorno di Dio), proveniente dall’Art Institute of Chicago, considerate opere di grande rilevanza nella produzione del maestro francese e concesse eccezionalmente in prestito per la qualità del progetto scientifico della rassegna. 

Promossa dal comune e da 24 Ore Cultura-Gruppo 24 Ore (che l’ha anche il prodotta) in collaborazione con Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen (con il sostegno di M&G Investment), la mostra è stata curata da Line Clausen Pedersen e Flemming Friborg, che hanno selezionato circa 70 opere, provenienti da 12 musei e collezioni private internazionali, insieme ad artefatti e documentazione dei luoghi visitati dall’artista, allo scopo di illustrare le fonti figurative della pittura di Gauguin, che spaziano dall’arte popolare della Bretagna francese all’antico Egitto, dalle culture Inca, cambogiana e la javanese, per approdare infine agli splendori della Polinesia. 

L’esposizione dell’Autoritratto con Cristo Giallo (1890-1891) del d’Orsay è di particolare interesse, in quanto è ritenuto una sorta di manifesto artistico del maestro post-impressionista. Nella scena, Gauguin si colloca in primo piano, al centro tra due delle sue opere più emblematiche. A sinistra `Il Cristo Giallo´ (1889), che assume le fattezze dell’artista, e si presenta contemporaneamente come vittima e redentore. Sulla destra, invece, il `Vaso a forma di maschera grottesca´, dello stesso anno, in cui, evocando anch’esso il volto di Gauguin con le tracce delle fiamme che lo hanno forgiato, assurge a simbolo di una sofferenza sublimata e purificatrice. Quindi, il capolavoro del d’Orsay non testimonia soprattutto la coincidenza totale tra arte e vita nella poetica dell’artista. 

Mahana no atua (Giorno di Dio) dell’Art Institute of Chicago, è invece un’opera del 1894. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il dipinto fu realizzato da Gauguin a Parigi, nell’intervallo tra i suoi due soggiorni a Tahiti. Ciò dimostra come, per l’artista, l’influenza di immagini e ricordi di un mondo lontano e primitivo, così come la commistione di fonti iconografiche diverse, fosse elemento imprescindibile della sua produzione. Il dipinto mostra come per Gauguin misticismo e primitivismo fossero elementi essenziali per un rinnovamento totale dell’arte.  

FONTE: lastampa.it

sabato 24 ottobre 2015

Le cortigiane al Museo d’Orsay In mostra la Parigi peccaminosa.

Nana (1877) di Édouard Manet (1832-1883)

«Splendori e miserie», il mestiere più antico ritratto fra Secondo impero e Belle Époque

Nella Parigi Secondo impero-Belle Époque come possono distinguersi, fra le coppie che frequentano l’Opera, i teatri e sfilano sui boulevard, moglie e fidanzate «titolari» dalle cortigiane, parimenti eleganti, e magari dotate di un fascino maggiore? Ed ecco il «gioco delle ambiguità» cui partecipano artisti come Carolis-Duran, Béraud, Falguière, Armaury-Duval, Anquetin, Valtat. Dai palcoscenici ai caffè-concerto, dalle birrerie ai cabaret, dalle sale da tè ai bordelli (popolari o di lusso), le donne scatenano la fantasia di pittori, scultori, romanzieri e poeti. E anche dei fotografi, che scandagliano il loro corpo anche nei dettagli più intimi. Diverso il discorso per il cinema: va avanti man mano che si perfezionano le impressioni sulla pellicola.

Il fascino del proibito, del peccato è qualcosa di cui non si riesce a fare a meno. Prostituzione? In senso lato, sì («Prostituirsi letteralmente vuol dire mettersi in mostra, esporre al pubblico»). E il sesso si traduce in una sorta di laboratorio da cui attingere a piene mani. Per dare un’idea di quanto accadeva nella Ville Lumière, fra il XIX e il XX secolo, due musei hanno deciso di fare, prima a Parigi (Museo d’Orsay, sino al 17 gennaio) e poi ad Amsterdam (Museo Van Gogh) la mostra Splendeurs et misères. Images del la prostitution 1850-1910 (Splendori e miserie. Immagini della prostituzione), a cura di Isolde Pludermacher, Marie Robert, Nienke Bakker e Richard Thomson (catalogo Flammarion). Esposti dipinti, sculture, grafiche e fotografie. Grandi autori e qualche illustre sconosciuto. In accordo con modelle e clienti, i fotografi, tranne casi rarissimi, restano anonimi, per evitare guai. I dagherrotipi diventano depositari di avventure libertine.

La mostra tira. Il giorno dell’inaugurazione a Parigi pioveva a dirotto e c’era un forte vento. Nondimeno centinaia di visitatori si sono presentati alle 9 del mattino, ma sono rimasti delusi. Uno sciopero bloccava le entrate e a nulla sono serviti urla e fischi. Bisognava ritornare un’altra volta. Splendori e miserie è uno spaccato di storia del costume. Ai dipinti «specifici», se ne affiancano altri che illustrano i cambiamenti. Come il ritratto di Agostina Segatori, proprietaria del Café du Tamburin, eseguito da Van Gogh, con cui la modella italiana — che aveva posato per Manet e Corot — ebbe una relazione nel 1887.

Nella nuova Babilonia s’avanza un esercito composito di professioniste e avventizie. Alle giovani che frequentano l’Opera e i teatri - in genere per iscriversi alle scuole di ballo o a quelle di canto, pur non sapendo fare né l’uno, né l’altro, ma per trovare un ricco protettore -, si affiancano le cortigiane di lusso, lepierreuses («lavorano» in edifici abbandonati), le filles en carte (schedate dalla polizia), le verseuses (servono bevande alcoliche nei locali), le avventizie (modiste, fioraie, lavandaie che si concedono saltuariamente per sbarcare il lunario). Gli scenari: Parigi moderna, ma anche Roma e Atene antiche. I personaggi? Accanto alle immagini delle Folies Bergère (Boldini, Van Dongen), del Moulin Rouge e del Moulin de la Galette (Toulouse-Lautrec), si stagliano quelle dei teatri (Forain), dei ginecei (Vallotton), dei café (Degas, Evenepoil), delle lesbiche (Stuijters), dei boulevard di notte (Béraud, Giraud).

Non mancano i protagonisti di alcuni romanzi. Ecco Nanà di Zola nei dipinti di Manet e di Gervex; Marguerite, la Signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio, interpretata da Sarah Bernhardt di Mucha. Ecco cortigiane famose: Marguerite Bellanger, amante di Napoleone III, è l’ Olympia di Manet e Cléo de Mérode , amante di Leopoldo del Belgio, è ritratta da Falguière. Non mancano soggetti storici: Maria Maddalena (Bérain e Mossa), le Tentazioni di Sant’Antonio (Cézanne), la Frine greca (Gérôme). E ancora: balli mascherati (Monet), nudi (Van Gogh, Degas), Il monumento alle cortigiane (Dalou), Les demoiselles d’Avignon (Picasso). 

Su uno sfondo di veri e finti scandali, la Parigi moderna si veste di crinoline. Nel pomeriggio, c’è l’«ora dell’assenzio» (Degas, Picasso). E, di sera, l’ora dei lampioni. Scrive Flaubert nel 1842 all’amico Ernest Chevalier: «Ciò che mi piace di Parigi sono i boulevard. Quando i lampioni iniziano a riflettersi negli specchi e i coltelli a tintinnare sui tavoli di marmo, io me ne vado a passeggio, in pace, lasciandomi avvolgere dal fumo del mio sigaro e scrutando le donne che passano. È quella l’ora in cui si sparge la prostituzione, l’ora in cui brillano gli occhi».

FONTE: Sebastiano Grasso (corriere.it)

sabato 17 ottobre 2015

La polvere come materia d'artista


Paul Hazelton realizza sorprendenti micro-sculture con la polvere

La polvere è solitamente associata ad un concetto di abbandono, di decadenza, di trascuratezza. Evoca sentimenti malinconici, a tratti nostalgici, odora di perdita e di morte. La polvere è un non-oggetto, una sorta di scarto del tempo, che non ha consistenza, non si percepisce quando e da dove nasce, dove va quando la si soffia via. Un accumulo di polvere, sporcizia, peli, capelli, fibre, pelle, pollini. E’ proprio da una sostanza così immateriale, da un elemento così poco glamour, dallo scarto degli scarti che l’artista britannico Paul Hazelton è riuscito a tirar fuori un’arte che ha dell’incredibile.
 Egli riesce a plasmare la polvere trasformandola in oggetti preziosi: piccole sculture antropomorfe, nature morte, animali, elementi simbolici. Paul Hazelton raccoglie la polvere e in particolare quell’ammasso di filamenti e ragnatele che si formano nelle cantine, nelle case abbandonate, dietro ai mobili, fibre che hanno una consistenza modellabile, e, con estrema delicatezza, arriva a dar loro forme riconoscibili. Il processo di creazione a partire da un elemento così sfuggevole nasce probabilmente, scrive l’artista commentando la scultura 'Ghost of my living mother’ – che riproduce la sagoma della mamma - da una sua ‘ossessione nei confronti della polvere, e l’ossessione di mia madre nei confronti dello spolverare, che evidenzia l’enorme differenza dei contesti in cui siamo nati; per lei, cresciuta durante la guerra, la polvere è un concetto associato al pericolo, io invece ho vissuto in un ambiente reso salubre dalla sua guerra alla polvere’.  
 L’elemento della polvere viene quindi caricato di un significato molto intimo, emotivo, delicato, così come lo sono le sue opere, anche quando ritraggono scheletri o situazioni inquietanti. Il potere simbolico della polvere si rafforza nel vedere sorgere da essa figure umane, nelle riproduzioni di camere da letto, nella composizione di insetti e oggetti di uso comune. Per vedere le sue opere cliccate qui.

mercoledì 14 ottobre 2015

HENRY MOORE, LA MOSTRA ALLE TERME DI DIOCLEZIANO FINO AL 10 GENNAIO


Henry Moore, la mostra alle Terme
di Diocleziano fino al 10 gennaio

Acquerelli, disegni, litografie e, ovviamente, sculture, anche monumentali per illustrare le commissioni per spazi pubblici. Sono settantasette le opere che compongono il percorso della mostra, inaugurata ieri, Henry Moore, alle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano fino al 10 gennaio.

A vent'anni di distanza dall'ultima esposizione italiana dedicata all'artista, tenutasi a Venezia, Roma celebra lo scultore ripercorrendone temi e ispirazioni, nel viaggio che dalle forme classicamente intese lo ha portato fino alla scomposizione delle figure, per riflettere sulla natura, tra uomini e paesaggio. O meglio, dalla figura umana alla sua metamorfosi in paesaggio. Scomposto.
 
Cuore del percorso sono proprio le figure scomposte in più elementi, cifra della sua ricerca e del suo stile, che prendono le mosse dalle forme della donna per riflettere sull'identità femminile prima come soggetto sensuale, poi come madre e, infine, perfino come madre Terra. È in quest'ultima manifestazione che la femminilità “spezzata” si fa prova della perenne metamorfosi della natura, tra esseri viventi e contesto.
 
La frammentazione della figura è però frutto di una lunga e articolata ricerca che prende le mosse dalle composizioni tradizionali poi rilette in chiave modernista e, infine ripensate alla luce delle ferite che la guerra ha lasciato sul singolo e sulla comunità. La mostra ricostruisce questo percorso, dalle prime figure, quasi abbozzate, ai “ritratti” della Londra bellica, che usa le sue metropolitane come rifugi antiaerei per la gente, fino ad arrivare alla riflessione sul rapporto madre-figlio che, abbandona la serenità dell'iconografia classica, anche sacra, per mostrare gli individui in lotta tra di loro, pronti a consumarsi vicendevolmente.
 
Un bronzo del 1953 mostra l’astrazione della madre stringere il collo del figlio che tenta di divorarla. La cicatrice della paura lasciata dalla guerra si sana proprio quando, in realtà, la materia si spezza. Nascono così le grandi figure distese, femminilità che regalano curve all’orizzonte, finendo per farsi roccia - rifugio solido e rassicurante - sotto lo sguardo dell’osservatore.
 
DOVE, COME, QUANDO Henry Moore fino al 10/01/16 alle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano,v.le E. De Nicola 79, ore 9-19,30, no lun.,13 euro, 0639967700.

FONTE: Valeria Arnaldi (leggo.it)

lunedì 12 ottobre 2015

Italianism, l’arte che parla italiano


Un evento speciale all’interno di Outdoor festival dedicato alla nuova scena visiva italiana

Nel grande contenitore che si chiama Outdoor, festival romano di arte urbana giunto alla sesta edizione (maggiori informazioni su Stile.it) brillano di luce propria alcuni eventi collaterali, contenuti speciali che si inseriscono nel filone delle arti contemporanee abbracciandone diverse sfumature. Uno di questi èItalianism - Contemporary Visual Culture Made by Italians, evento dedicato alla nuova scena visiva italiana. Italianism è una conferenza creativa che si terrà sabato 10 ottobre presso l’ex Caserma Guido Reni (sede di Outdoor 2015), evento ideato e diretto da Renato Fontana (saperevedere.it) e prodotto da Nu Factory.

Una giornata dedicata alla produzione contemporanea originale, di qualità e soprattutto made by italians, fatta da artisti italiani, la cui eccellenza creativa ed esecutiva ha valicato i confini nazionali. Dalle 10 di mattina si susseguiranno gli incontri (anche via skype), con giovani artisti e professionisti italiani di varie aree: dalla fotografia alla grafica, dall’illustrazione al design, dalla street art al video. Nel corso della giornata anche due mostre: 50x50x50 -The New Italian Illustration Box, in collaborazione con l’Associazione Illustri, dove 50 giovani illustratori italiani espongono 50 opere di formato 50x50cm; e Heroes? 24 ritratti fotografici in bianco e nero di Mattia Zoppellaro, una visione personale di star internazionali del mondo della musica, del cinema, dello show business e della politica.

Non mancherà un omaggio alla tradizione artigianale italiana e alla particolarità del manufatto made in Italy: Analogic 2.0 è una vetrina dedicata ai nuovi artigiani e alle tecniche più rare: stampa a lettere mobili, fotografia stenopeica, textile design, xilografia di scuola giapponese, paper art, tattoo, fotografia al collodio umido, realizzazioni su materiali particolari come il feltro, editoria specializzata. Dalle 22.00 in poi Italianism continua con una serata a produzione 100% italiana con diversi concerti. Per maggiori informazioni e il programma completo italianism.it. 

FONTE: lastampa.it

martedì 6 ottobre 2015

“RIVEDERETE”


Al via il nuovo sistema multi-piattaforma che rende il mercato dell’arte più accessibile sia per gli artisti che per il pubblico e inventa insieme a smart il mecenatismo 2.0.

Milano, 24 settembre – Nasce viveredarte, un sistema cross-mediale che promuove attraverso diversi canali un mercato dell’arte accessibile a tutti, stimolando una nuova forma di mecenatismo organizzato e continuativo, di cui smart è promotore. 
La piattaforma viveredarte.it, basata su una community di artisti ed un market place, il presidio dei social e un fitto calendario di attività sul territorio, è dedicata principalmente ai giovani artisti e alla gente comune che fino ad ora non si è rivolta al mercato dell’arte per il timore di non avere sufficiente potere d’acquisto.
Viveredarte promette +artextutti perché, attraverso un’iniziativa di mecenatismo contemporaneo, vuole raggiungere un triplo obbiettivo:
-   aiutare gli artisti a trovare più opportunità per vivere d’arte, selezionando proprio sulla piattaforma gli artisti che realizzeranno le collezioni private di importanti mecenati e sostenendo nello stesso tempo un market place dove metterli direttamente in contatto con compratori o altri committenti
-   promuovere un “collezionismo diffuso” come conseguenza di un mercato dell’arte accessibile a tutti. Il progetto vuole avvicinare la gente comune all’arte, proponendole di acquistare o commissionare opere ad artisti non ancora affermati
-   invitare importanti brand o aziende a comunicare attraverso l’arte, ciascuno con modalità e forme diverse, condividendo la stessa piattaforma e dando continuità all’iniziativa.
smart, in linea con i valori della “sharing economy”, ha fatto nascere il progetto e lo sosterrà, realizzando la prima collezione privata per passare poi il testimone ad altri brand.
Ogni artista che si iscrive in maniera gratuita a viveredarte.it, caricando più opere del proprio repertorio e fissando liberamente una quotazione, può decidere se partecipare alle collezioni private dei mecenati oppure, sfruttando tutta la visibilità offerta, limitarsi a creare una propria galleria virtuale ed esporla al pubblico più vasto.
Gli utenti del sito, attraverso le funzioni social e i numerosi contenuti video caricati insieme alle opere, potranno conoscere meglio l’artista, entrando direttamente in contatto con lui. Vedremo così il making of di numerose opere messe in vendita e assisteremo alle auto presentazioni degli artisti, che stimoleranno l’interesse degli utenti. Le trattative di compravendita saranno dirette e viveredarte non applicherà nessuna commissione.



La visibilità delle opere pubblicate su viveredarte.it sarà amplificata grazie alla collaborazione con Kijiji.it, il sito di annunci gratuiti del gruppo eBay, che ha rinnovato per l’occasione la categoria dedicata all’arte.
Ma viveredarte non è solo web e social. Organizzando convegni, mostre ed altre attività culturali sul territorio vuole coinvolgere concretamente gli artisti e farli conoscere ad una nuova tipologia di pubblico.
Tra settembre e novembre smart, primo mecenate di viveredarte, commissionerà a 18 artisti provenienti da tutta Italia oltre 40 opere che saranno realizzate davanti al pubblico nei 6 laboratori allestiti in altrettante città italiane.
Per questo verrà organizzato un tour che, al seguito del road show ufficiale “smart forfun³”, toccherà diverse città (Latina, Palermo, Salerno, Pescara e Bari) e terminerà presso l’Accademia di Brera e l’aeroporto internazionale di Milano Malpensa, dove verranno realizzate le ultime opere ed esposta l’intera collezione.
Attraverso un reclutamento artistico senza precedenti in Italia, saranno direttamente coinvolti nelle fasi di selezione centinaia di artisti candidatisi attraverso la piattaforma web oppure partecipando agli incontri organizzati presso le Accademie, i licei artistici o gli altri istituti d’arte.
In ogni tappa il direttore artistico di viveredarte, Andrea Del Guercio – titolare della cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Brera – selezionerà 3 artisti a cui verrà commissionata la realizzazione di alcune opere a tema che entreranno nella collezione. Gli artisti riceveranno un compenso e potranno lavorare nei laboratori allestiti nelle piazze o in altri luoghi aperti al pubblico, che potrà seguirli dal vivo oppure in tempo reale sul sito e sui social.

Viveredarte può già contare sulle prestigiose collaborazioni con:
-   Industria Maimeri, azienda riconosciuta in tutto il mondo per la produzione di colori per le Belle Arti e Fondazione Maimeri, rispettivamente sponsor tecnico ed istituzionale dell’iniziativa.
-   Kijiji.it -  il sito di annunci gratuiti del gruppo eBay, che, pubblicando automaticamente anche sulla sua piattaforma tutti gli annunci di vendita degli artisti di viveredarte e sostenendo l’operazione con i suoi presidi social, contribuirà a promuovere il mercato dell’arte accessibile.
-   Accademia di belle Arti di Brera, che ospiterà la fase finale delle selezioni degli artisti che realizzeranno la collezione smart.
-   Sea Aeroporti di Milano, che accoglierà nell’aeroporto internazionale di Milano Malpensa il principale laboratorio artistico di viveredarte oltre all’esposizione dell’intera collezione privata smart, proseguendo nella sua attività di animazione culturale del terminal e confermando il sostegno alle iniziative artistiche.
Tutti i materiali di Viveredarte sono scaricabili al seguente link: www.publishweb.it/download/viveredarte.zip

FONTE: Diletta Colombo (ECHO - Milano)