mercoledì 4 dicembre 2013

Cappelli in mostra a Firenze

Uno dei cappelli in mostra alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze dal 3 dicembre 2013 al 18 maggio 2014

Alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze

Dopo la rassegna milanese che ha messo sotto i riflettori gli estrosicopricapi appartenuti ad Anna Piaggi, l’eccentrica giornalista di moda che si è spenta il 7 agosto 2012 all’età di 81 anni, un’altra esposizionesceglie il cappello come tema conduttore.
Da oggi, 3 dicembre 2013, fino al 18 maggio 2014 la Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze ospita  la mostra “Il Cappello fra Arte e Stravaganza”.
Si tratta della prima mostra monografica dedicata al cappello, le cui collezioni, patrimonio del museo – ascrivibili alla generosità di molti donatori – ammontano a oltre 1000 unità custodite solitamente nei depositi, di cui soltanto una parte sarà destinata alla mostra.
Pur prevalendo esemplari di note firme di casa di moda fra cui Christian Dior, Givenchy, Chanel, Yves Saint Laurent, John Rocha, Prada, Gianfranco Ferré e celebri hat-designer internazionali del presente e del passato come Philip Treacy, Caroline Reboux, Stephen Jones, Claude Saint-Cyr, Paulette, non mancano manufatti di modisterie italiane e fiorentine, di alcune delle quali si conosceva appena l’esistenza.
La mostra annovera anche importanti prestiti di Cecilia Matteucci Lavarini, collezionista privata di haute couture nonché illustre donatrice della Galleria del Costume, che si caratterizzano nel percorso per valore, gusto e stile. Questa è anche l’occasione per esporre gli straordinari bozzetti realizzati appositamente dal Maestro Alberto Lattuada e per riproporre all’attenzione gli esemplari creati daClemente Cartoni, celebre modista romano degli anni Cinquanta-Sessanta.
Scrive il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini“è il cappello mutevole e soggettivo, il cappello opera d’arte, il cappello oggetto di design del Novecento e del terzo millennio, quello cui si rivolge l’attenzione di questa mostra”.

FONTE: luxgallery.it

martedì 3 dicembre 2013

Addio a Martin Sharp, artista psichedelico


L’autore australiano simbolo della contestazione degli anni Sessanta e Settanta si è spento a 71 anni.

La comunità artistica australiana è in lutto. Piange la scomparsa di Martin Sharp, pittore psichedelico che regalò un tocco leggendario alle copertine degli album dei Cream (Disraeli Gears e Wheels of Fire), a poster di Bob Dylan e Jimi Hendrix, e che scrisse testi per Eric Clapton. 

Fu però con la rivista Oz, fondata a Sidney con gli amici Richard Neville e Richard Walsh che la sua irriverenza toccò vertici sublimi nell’illustrazione. Rimane indelebile nella memoria collettiva la copertina che ritraeva la Gioconda di Leonardo in topless. 

La sua naturale inclinazione a cavalcare la cultura pop si traduceva nei pastiche abbaglianti di fumetti cartoon e grandi opere regolarmente ispirate all’arte di De Chirico, Hokusai e Van Gogh a cui rese un tributo ulteriore con la costruzione della sua Yellow House, che tra il 1971 e il 1973 (anno in cui chiuse i battenti) si trasformò in una comune di artisti. 

Sharp si è spento nella sua casa di Sidney all’età di 71, stroncato dall’enfisema polmonare che da anni lo tormentava. 

FONTE: L. SANFELICE (ARTE.IT)

lunedì 2 dicembre 2013

Leica Photographers Award 2013


Vince Paolo Marchetti con Saudade Moon

Leica ha indetto un concorso fotografico dedicato a fotografi professionisti ed il vincitore è stato proclamato, sabato 23 novembre, nell’ambito della PhotoLux Night, la serata di inaugurazione della prima edizione del Festival Internazionale di Fotografia di Lucca.
La prima edizione del Leica Photographers Award è stato vinto daPaolo Marchetti, con il progetto Saudade Moon, un affascinante reportage in bianco e nero che mostra la sua personale visione “lunare” del Brasile.
Ben 1.711 i lavori ammessi alle selezioni, su oltre 3.500 candidature pervenute in un solo mese. A visionare gli 11 portfolio finalisti la giuria costituita da Lorenza Bravetta è dal 2010 Development Director di Magnum Photos per l’Europa continentale, Alice Gabriner è dal 2011 Senior Photo Editor del National Geographic e Alessia Glaviano photo editor a Vogue. Accanto a Marchetti ecco infatti i lavori di Giovanni Cocco, Anna Da Sacco, Olivier Fermariello, Edvard Frank, Paolo Galletta, Fabio Itri, Nicola Angelo Mangia, Fabio Moscatelli, Filippo Mutani e Valentina Piccinni, mostrati al pubblico dell’Auditorium prima della proclamazione del vincitore.
“Saudade Moon: è la prima grande stazione di un lungo viaggio, la ricerca sulla mia geografia emotiva, uno strumento per saper piangere dal ridere, di ciascuna terra vissuta. In fondo allo stomaco del mio viaggio ho incontrato in Brasile il seme della saudade, il passaggio consapevole e riferito alla propria appartenenza, sentimentale, epocale, ideologica e definitivamente empatica. La terra Brasiliana mi è ancora molto distante, come la luna, coi suoi colori urlati in faccia o bisbigliati da molto lontano. “Saudade Moon” è la mia visione lunare del Brasile, il pretesto per riconoscermi negli occhi di uomo qualunque, rivendicare me stesso come figlio del mondo e restare fertile alla vita.”
Paolo Marchetti sono andati una Leica M con obiettivo Summilux M 50 mm e l’esposizione delle 30 foto dello stesso portfolio nel corso della prossima edizione di PhotoLux, insieme alla pubblicazione di un libro dedicato.

FONTE: luxgallery.it

domenica 1 dicembre 2013

La Moka Bialetti si mette in mostra

 

Per gli 80 anni dell’iconica caffettiera

L’azienda di Coccaglio festeggia 80 anni di storia, celebrati da una nuova Moka Express Glossy e da una mostra allestita dal 27 novembre all’8 dicembre 2013 nelle sale de La Permanente di Milano.
La rassegna “La Moka si mette in mostra – Ottant’anni di un’intuizione geniale diventata mito” ripercorre 80 anni di storia e cultura del caffè in Italia raccontata dalla prospettiva del celebre Omino con i Baffi.
Allestita nella sede della prestigiosa istituzione museale milanese, in via Turati 34, l’esposizione si snoda lungo un percorso che ha inizio con curiosità e racconti legati alla scoperta e diffusione del caffè, per passare alla sezione dedicata alla produzione del caffè: dalla pianta alla tostatura, dal chicco alla tazzina, per poi arrivare ad una esclusiva selezione di antiche caffettiere e strumenti utilizzati per la preparazione del caffè.
Cuore della mostra l’area centrale, di forma ottagonale – richiamo all’ inconfondibile silhouette della Moka Express, che custodirà la veneranda capostipite – la Moka Express edizione 1933 nata dal genio di Alfonso Bialetti – l’origine dell’idea e le sue successive evoluzioni che hanno portato alla sua versione moderna: oggetti unici mai esposti al pubblico, provenienti dall’Archivio Storico Bialetti Industrie.
La seconda parte della mostra invece ha due sezioni principali:
-Una racconta il complesso processo produttivo della Moka, dalla fusione dell’alluminio al confezionamento, dalla produzione artigianale con preziosi macchinari d’epoca, a quello industriale dei giorni nostri.
-L’altra è dedicata alla comunicazione e all’inventiva di Renato Bialetti, figlio di Alfonso, colui che per primo ebbe l’intuizione di puntare sul nascente Carosello e che divenne poi, grazie ad una caricatura disegnatagli da Paul Campani, il simbolo stesso della Moka: l’inconfondibile Omino coi Baffi. Si potranno così ammirare i bozzetti originali delle campagne stampa e le prime pubblicità, i caroselli televisivi e le pubblicazioni degli anni ’50 e ’60.
Completano il percorso, una selezione di Moke realizzate come pezzi unici e vari modelli evolutivi dagli anni 50 ad oggi delle diverse caffettiere Bialetti, con un’attenzione particolare alle soluzioni tecnologiche più innovative.
Il programma prevede, inoltre, un ricco calendario di appuntamenti: corsi di degustazione di caffè, esibizioni degli artisti della “Cappucino Art”, laboratori per i più piccoli e incontri con istituzioni, università e scuole. L’evento sarà, infine, l’occasione per esporre e premiare i progetti dei fortunati vincitori dei concorsi Moka Express Yourself e Moka Celebration lanciati da Bialetti per l’occasione.

FONTE: luxgallery.it

 

sabato 30 novembre 2013

Ecco le statue in stile hipster: le sculture si vestono alla moda

 E se Cristo risorgesse indossando una camicia jeans? Non è un atto di blasfemia, ma il tentativo di rendere vive delle sculture classiche, vestendole con abiti alla moda. L’idea è venuta a Léo Caillard e Alexis Persani, rispettivamente fotografo e photo editor parigini, che hanno scelto alcune statue presenti al museo del Louvre, le hanno fotografate e ritoccate con Photoshop.
L’effetto è sicuramente sbalorditivo tanto da confondere ciò che è reale, le sculture, e ciò che non lo è, gli abiti indossati dalle figure di pietra. Per creare questa collezione Caillard ha fotografato prima le statue del museo, poi ha immortalato modelli e modelle in carne e ossa nella stesse pose delle sculture e vestiti con gli abiti che poi sono stati ritagliati da Persani e fotomontati sulle statue con l’ausilio di Photoshop.

‘Hipsters in Stone’ è il nome di questa serie di opere rinascimentali, vestite secondo l’ultima tendenza alternativa della moda, nata da un semplice pensiero venuto in mente al 28enne Caillard mentre passeggiava per il Louvre: «Sarebbe divertente vedere queste sculture vestite». È così che il Cristo della Resurrezione di Germain Pilon porta una camicia jeans, il Titano colpito da un fulmine di François Dumont indossa un bomber in stile college americano e poi t-shirt Nike, occhiali Ray-Ban e tutto il guardaroba di ogni hipster che si rispetti! 

FONTE: ilmessaggero.it

giovedì 28 novembre 2013

Moreno Panozzo presenta quattro nuovi brands per il mercato italiano

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Dal 3 al 6 Dicembre l’atelier dell’artista Moreno Panozzo, sito in Viale Sarca 336, apre al pubblico specializzato per presentare in anteprima quattro brands nuovi per il mercato italiano: Paige, uno dei più importanti lifestyle denim brand a livello mondiale,Mc Neal Clothing Company, che coniuga stile all’altissimo rapporto qualità-prezzo, Baldessarini,total look uomo nato dalla volontà dello storico direttore creativo di Hugo Boss, e Art in Motion, collezione di accessori “made in the World” realizzata dallo stesso Moreno Panozzo.
Nella collezione “Art in Motion” l’arte si fa oggetto quotidiano: le borse diventano delle vere e proprie sculture da portare in viaggio.

L’ispirazione è la stessa delle opere e la trama degli oggetti da viaggio ha il segno dei geroglifici postmoderni, le impronte di Panozzo, la sua cifra identificativa.

É la materia che muta, che si fa energia, ad interessare Panozzo, designer di formazione, che si occupa di architettura, scenografia, grafica, moda, letteratura e che s’isprira per le proprie sperimentazioni al divenire, al viaggio e al mutamento.

Art in Motion una collezione “made in the world”, originale e versatile nelle varianti in pelo e cuoio con dettagli accattivanti, chiusure a fibbia, grandi tasche esterne, doppi manici in pelle. Moreno Panozzo artista nel mondo e del mondo.

Le quattro collezioni saranno esposte fra le opere d’arte già presenti all’interno della “Fabbrica Pensante”, creando così un percorso sensoriale nel quale trovano coniugazione arte e moda.

La “Fabbrica pensante”, situata in zona Bicocca, nasce dal recupero di una vecchia fabbrica degli anni ’30 denominata “Edificio Sedici” e vuole essere un luogo di incontri tra vari mondi e modi di pensare tra cui arte, moda, design, architettura, musica e cultura.

Contacts: 0444/401051
www.morenopanozzo.com
info@morenopanozzo.com

FONTE: Marta Oroni 

Antonello da Messina a Rovereto


Il Mart di Rovereto ospita fino al 12 gennaio 2014 una mostra che mette sotto i riflettori i capolavori di uno dei massimi esponenti dellapittura siciliana del XV secoloAntonello da Messina.
L’esposizione curata da Ferdinando Bologna e Federico De Melispropone opere provenienti da prestiti internazionali e offre un’indagine articolata e uno sguardo originale sulla figura del grande artista messinese e sul suo tempo.
Questa rilettura di Antonello da Messina non offre solo la ricerca dellacollocazione cronologica delle opere, l’analisi dei rapporti con imaestri a lui contemporanei, delle similitudini e delle differenze, ma è concentrata anche su una profonda analisi dell’intelligenza poetica di un pittore che ha saputo cogliere le sfumature psicologiche e le caratteristiche più intime dell’esistere.
La mostra è stata resa possibile grazie a preziose collaborazioni con alcune tra le più importanti istituzioni culturali come i musei della Regione Sicilia, la Galleria Borghese di Roma, i Musei Civicidi Venezia, la Fundación Colección Thyssen Bornemisza di Madrid, il Philadelphia Museum of Arte il Metropolitan Museum di New York. La National Gallery di Washington, ad esempio, si priva per tutto il periodo della mostra roveretana di due opere appartenenti alla collezione permanente. Sono inoltre esposte alcune opere non presenti nella recente retrospettiva dedicata a Antonello da Messina come il “Ritratto d’uomo” appena restaurato, proveniente dal Philadelphia Museum of Art, il “Salvator Mundi” della National Gallery di Londra, la “Madonna Benson” custodita nella National Gallery di Washington.
Il percorso espositivo parte dalla formazione di Antonello, avvenuta nella Napoli di Alfonso d’Aragona tra esperienze provenzali-borgognone e fiamminghe, e si sviluppa con l’acquisizione progressiva della sintassi italiana, e l’aprirsi a una dimensione mediterranea europea, fino all’esito veneziano e post-veneziano che indica l’inizio di una nuova civiltà figurativa. La mostra riesamina anche il dibattito relativo al rapporto di Antonello con la Milano sforzesca, quasi in parallelo con le nuove ricerche di tipo spaziale lì condotte dal giovane Bramante, come indicano, tra le opere in mostra, il“Cristo alla colonna” e il disegno “Gruppo di donne su una piazza, con alti casamenti” entrambe provenienti dal Louvre.
Non manca al Mart anche il quadro più rappresentativo di Antonello da Messina: l’Annunciataproveniente dalla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis di Palermo.

FONTE: luxgallery.it