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mercoledì 11 maggio 2016

Le meraviglie italiane della street art

Un viaggio da nord a sud dello Stivale, alla scoperta dei murales e graffiti più belli: un museo "en plein air"che coinvolge anche Millo, Blu, Peeta, Banksy e C215...

Un viaggio tra graffiti e murales, forme e colori, alla scoperta della street art più bella d’Italia. Skyscanner ha raccontato il meglio dell’arte urbana in Italia, tra capolavori di sempre e nuovi soggetti pop. Si parte da Torino, dove, grazie al bando B.ART, l’artista Millo ha realizzato tredici enormi murales in bianco e nero nel quartiere Barriera di Milano, incentrate sul rapporto tra umano e metropolitano. A Milano, nel quartiere Isola, potrete invece scoprire gli stencil iconici di Zibe, i piccoli animaletti di Microbo e le scene surreali di Santi.

A Venezia, attorno al Teatro Marinoni, potrete trovare il lavoro dell’artista Peeta, i cui graffiti diventano tridimensionali grazie a giochi di luce e sfumature. A Padova il Comune ha lanciato un progetto per colorare le periferie, mettendo a disposizione di una dozzina di artisti locali le superfici di quattro grandi palazzi nel quartiere Mortise. Inoltre qui è nata la prima “social graffiti photomap”, ovvero una mappa virtuale che raccoglie i lavori di arte urbana presenti in città.

A Bologna potrete gustarvi le grandi opere di artisti riconosciuti a livello internazionale, come Blu, Ericailcane, Mambo e Dado, tra animali surreali e colori sgargianti. Anche qui potrete utilizzare un utile strumento, la mappa di Bolognastreetart. A Firenze, invece, si può scoprire anche l’arte di CLET, i cui omini stilizzati hanno trasformato la segnaletica italiana, e quella di Exit Enter, tra palloncini e cuori rossi.

Nella Capitale partite dal Museo Urban di Roma, una mostra collettiva di opere urbane. E poi scoprite le chicche sparse per tutta la città, da Ostiense a Tormarancia, da Quadraro al Testaccio. Non solo architetture partenopee, invece, a Napoli: i lavori di Banksy, C215, Alice Pasquini e di tanti altri artisti hanno rivoluzionato gli spazi cittadini, da quelli degradati a quelli più famosi.

Spostandoci in Puglia, a Bari si possono ammirare le opere di artisti di fama internazionale come 108, Ozmo e Hell’O Monsters. Mentre a Palermo, tra i quartieri di Vucciria, Borgo Vecchio, ZEN e Kalsa, tante le iniziative che hanno coinvolto il Comune con gli artisti locali: spicca l’ispirazione dell’artista franceseC215, che ha riproposto i principali capolavori del Caravaggio.

FONTE: Salvo Cagnazzo (lastampa.it)


lunedì 6 luglio 2015

Berlino: la Street Art racconta Storia e storie

 
Dal celebre Muro, che ha diviso la città tedesca in due, ai quartieri più rappresentativi: un viaggio alla scoperta dell'arte "extramuseale"
 
Tutto nasce negli anni Sessanta, quando colori e disegni furono lo strumento preferito per raccontare storie e Storia, quotidianità e straordinarietà. La Street Art a Berlino nasce in concomitanza con la costruzione di quel Muro che per anni ha diviso la città tedesca in due parti. E se durante la Guerra Fredda era diventata una enorme tavolozza di colori, sul lato orientale tutto era vuoto, perché i controlli erano tali da non permetterne l'avvicinamento.

Poi, nel 1989, il cambiamento storico, il crollo, una divisione che si annulla, un'unione mai così voluta e sentita. Oggi quel muro, però, continua a raccontare episodi e violenze, sogni e paure, in maniera più decisa e moderna. Ma la street art è presente anche sulle facciate degli edifici, cassonetti per i rifiuti, lampioni e marciapiedi, realizzata con colori e pennelli, rulli per imbianchini e bombolette spray, stencil e nastro adesivo, e tanto altro ancora.

A Berlino musei e mostre diventano luogo e strumento di chi l'arte la fa sul serio, ma in una "vecchia maniera", e di chi vuole conoscerla nel dettaglio. Ma in città ci sono tanti luoghi che respirano cultura e bellezza, anche se non rientrano nel circuito specifico di sale ed esposizioni. E quartieri come quelli di Friedrichshain, Kreuzberg e Mitte, sono considerati aree focali della Street Art. Nelle vie Oranienstraße, Cuvrystraße, Alte Schönhauser Straße o Rosenthaler Straße, le opere artistiche si addensano dando vita ad una vera e propria galleria.

Già negli anni '90 famosissimi artisti del panorama internazionale hanno lasciato qui la loro idea, come Obey e Dave the Chimp. O Banksy, con il suo tipico motivo costituito da ratti. Ma c'è anche qualcuno (o qualcosa) che non c'è più: è stato cancellato pochi mesi fa il grande murales doppio realizzato dallo street artist italiano Blu in Cuvrystraße: Brothers e Chain sono state coperte contro la gentrificazione selvaggia in procinto di arrivare nel quartiere. Rimangono di lui Hourglass e Leviathan su Oberbaumstraße, nonché Wall su Köpenicker Straße.

Tra le opere da non perdere, l’enorme Astronaut/Cosmonaut di Victor Ash, sul fianco di un edificio su Skalitzer Straße all’angolo con Mariannen Strasse; tra Manteuffelstraße e Oranienstraße c'è l’opera dell’artista belga ROA intitolata Nature Morte; su Oppelner Straße lo Yellow Men dei gemelli brasiliani Os Gemeos e Rounded Heads realizzata dal tedesco Nomad. E ancora i pugni volanti vicino alla stazione di Friedrichstraße realizzati da Kripoe, e The Lads di London Police, tra Wrangelstraße e Cuvrystraße.

FONTE: Francesco Salvatore Cagnazzo (lastampa.it)

sabato 4 aprile 2015

Wynwood, a Miami il miracolo della Street Art

In crescita i flussi turistici che arrivano sin qui per ammirare gli Walls, i giganteschi murales dipinti da alcuni dei più importanti "street artist" in circolazione in America

Pennellate di arte per far risplendere i quartieri sembra essere diventato il nuovo must delle città che vogliono ritenersi “grandi”. E se non se riconosce l’importanza, queste non sono degne di essere annoverate tra i centri urbani in crescita, sia da un punto di vista culturale che da quello sociale. Ne sanno qualcosa a Wynwood, un distretto artistico di Miami, che ospita oltre 70 gallerie, musei e collezioni d'arte.
 Oggi è la zona più "cool" di Miami. Ed essere considerati così in una città di tale calibro dovrebbe far comprendere a tutto il resto del mondo che per migliorare, per crescere per rinascere, a volte bastano poche idee, anche economiche, ma giuste. Questo quartiere, che attrae migliaia di persone in occasione dell'Art Basel grazie ad eventi e a esposizioni, ha creato un forte network tra musicisti, artisti, designer, aziende e personaggi. Talmente forte che ha attirato gli interessi anche di un “signor” marchio: l'Art Project di Google Street, progetto del Google Cultural Institute, che sta digitalizzando “i tesori culturali del mondo”, ha già manifestato il proprio interesse verso alcune delle opere qui presenti. Ma c’è da scommetterci che a breve ne abbracceranno molte di più. Wynwood, indicato anche come "Little San Juan", ma comunemente conosciuta come "El Barrio", ha iniziato ad espandersi nel 1950, ma solo negli ultimi anni ha raggiunto un vero e proprio boom: prima gli imprenditori, poi gli artisti e le loro opere, e successivamente altri investimenti per una vortice che non è solo economico, ma soprattutto culturale.  In crescita i flussi turistici che arrivano sin qui per ammirare gli Wynwood Walls, i giganteschi murales dipinti da alcuni dei più importanti "street artist" in circolazione in America, tra cui lo stesso Shepard Fairey, creatore del famoso poster "Obama Hope", di cui abbiamo già parlato in precedenza proprio su queste pagine. Ed ecco che quest’area diventa "un enorme museo d'arte all'aperto", uno dei più grandi distretti d'arte di strada in tutto il mondo. E ci sarebbe davvero tanto da meditare.

FONTE: Francesco Salvatore Cagnazzo (lastampa.it)


giovedì 18 settembre 2014

Etnik, la street art incontra il fumetto


Monograff è il primo graphic novel sull’arte di strada, secondo la visione monografica che Inward ha deciso di riservare, singolarmente, ai migliori creativi urbani

Un contagio artistico strepitoso, quello tra street art e comics americani, per raccontare la Storia e le storie di chi ha creato e ha portato al successo questa corrente artistica. Monograff è il primo graphic novel sull’arte di strada, secondo la visione monografica che Inward ha deciso di riservare, singolarmente, ai migliori creativi urbani.
 La collana viene presentata per la prima volta a Torino, venerdì 19 settembre alle ore 18.30, negli spazi della galleria di street art Square23, in via San Massimo 45, da Etnik, uno dei più apprezzati street artist italiani a cui è stato riservato il primo volume di Monograff e la personale “Cod:5005” visitabile in galleria fino a metà ottobre, che incarna la sua attuale ricerca artistica sul lato oscuro della città.  
 Dalla prima formazione agli ultimi anni più internazionali, la storia di Etnik raccontata a fumetti segue l’evoluzione stilistica e la crescita personale dell’artista. Nelle vignette dei disegnatori della BookMaker Comics vi sono tanto Pellizza da Volpedo quanto Rockweell, in un abile gioco di citazioni e adattamenti tra la popolarità della nascita del fenomeno e l’ultima destinazione dell’opera agli occhi dei conoscitori.
Dietro allo pseudonimo di Etnik c’è Alessandro Battisti: nato a Stoccolma, vive attualmente in Toscana e lavora tra Pisa e Firenze. Autodidatta, concretizza la sua attività artistica alla fine degli anni ’80 a Firenze dove frequenta il liceo artistico e comincia ad esporre. Nel ’92 entra in contatto con uno dei maggiori esponenti e più attivi writer di Milano. Parallelamente alla creazione di murales, Etnik porta avanti una personale ricerca artistica che nel 2003 vede la luce sotto il nome di “Città prospettiche”.

FONTE:  FRANCESCO SALVATORE CAGNAZZO (lastampa.it)

mercoledì 28 maggio 2014

L’arte greca ai tempi della crisi


Oltre 2mila street artist per raccontare quello che è stato e quello che sarà: Atene punta all’arte per migliorare i propri spazi pubblici

Raccontare la Grecia (nonché il resto del mondo) che cambia. Sotto forma di arte. Quella di strada, per esattezza. Fatta di colori e scritte, forme e fumetti, provocazioni e appelli. La legge locale contro la "street art", infatti, permette la commissione di tali lavori ai fini di abbellimento degli spazi pubblici della capitale. 
Artisti visionari, sospesi tra passato e futuro, che coniugano storia antica e moderna. Trasformando la capitale in una Mecca contemporanea per la street art in Europa. Un modo per comunicare il proprio punto di vista sulle politiche di austerity e sulla crisi che affligge il Paese. Con un attacco, spesso poco velato, nei confronti di tutti gli imputati alla crisi economica. Come con i fratelli Dalton del celebre fumetto belga Lucky Luke. 
 Qui sono oltre 2mila gli attivisti dell’arte: un modo per sopprimere silenziosamente la protesta e la ribellione politica, sociale e artistica. "Vogliono abbracciarla, neutralizzarla e controllarla. E' un modo per spezzare il nostro spirito", ha dichiarato l'artista Charitonas Tsamantakis
 Secondo i recenti cambiamenti legislativi, alcune zone di Atene potrebbero anche essere trasformate in una vasta galleria all'aperto. "Una volta che i graffiti diventano arte commissionata è un segnale dell'inizio della fine della crisi finanziaria o sociale attraversata da una città", ha aggiunto Amalia Zeppou, consigliere del sindaco

FONTE: FRANCESCO SALVATORE CAGNAZZO (lastampa.it)

martedì 25 febbraio 2014

Berlino: la Street Art all'insegna del Blu


La capitale tedesca  definita “la Mecca dei graffiti del mondo urbano”: qui ha trovato largo spazio uno dei dieci migliori street artist al mondo. Ed è italiano...

“La Mecca dei graffiti del mondo urbano”: così Berlino è stata definita da Emilie Trice, critica d'arte internazionale. Ma anche l'UNESCO ne ha osannato le peculiarità architettoniche, battezzandola come “città del design”. Negli ultimi anni, poi, la città tedesca ha visto tante nuove gallerie d'arte aprire le proprie porte a turisti e autoctoni. Con tantissimi spazi dove creatori e cultori possono confrontarsi e ingegnarsi. 
Negli ultimi anni, tra tutte le varie forme artistiche, c'è una che è esplosa e ha contagiato tutta la città: quella dei graffiti, della street art, in tutti i suoi colori e rappresentazioni. I più famosi della città sono quelli della East Side Gallery: 1.300 metri e 106 opere, realizzate tra il 1990 e il 2009, i cui colori donano un nuovo messaggio di speranza lungo tutto lo storico “muro”.  Nelle aree di  Friedrichshain e Kreuzberg, inoltre, la concentrazione di graffiti è particolarmente elevata.
Proprio qui ha trovato ampio spazio anche l'artista italiano Blu, riconosciuto dal Guardian come uno dei dieci street artist migliori al mondo, che ha vissuto in Germania negli anni 2000. Ancora sconosciuta la sua identità, ma tra le poche notizie certe, si sa che è originario di Senigallia, nonostante sia cresciuto artisticamente a Bologna. Attorno a Cuvrystrasse, fra il 2006 e il 2009, grazie alla partecipazione a varie edizioni dei festival Backjump e Planetprozess sono comparsi alcuni dei suoi capolavori, uno di quali realizzato in collaborazione con il fotografo francese J-R. 
Proprio qui, nel 2006, l'artista realizza una delle sue prime animazioni dipinte direttamente sulle pareti, caratteristica che sarebbe divenuta in poco tempo la sua firma per molti suoi video. 

FONTE: FRANCESCO SALVATORE CAGNAZZO (NEXTA)