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mercoledì 14 dicembre 2011

Zar Caravaggio


In fila per il grande artista che può battere il record di Dalì. «Era così stravagante, mi chiedo come abbia fatto simili capolavori»

Davanti all'ingresso del Puskin fa freddo e nevica leggermente. Le automobili imbottigliate in quell'eterno ingorgo che è Mosca sono coperte da un sottile strato bianco. Un'ora dopo l'apertura, la fila per entrare al «Museo statale delle arti figurative Puskin» ha già superato l'angolo e gli ultimi sanno che non se la caveranno tanto velocemente. Si entra in gruppi di 30 persone ogni venti minuti. Ce ne vorranno ben più di sessanta per superare l'ingresso, affrontare l'imponente scalinata affiancata da enormi colonne e arrivare al piano della mostra, «la più grande di Caravaggio mai organizzata fuori dall'Italia», come recitano con orgoglio le locandine.
Il Puskin è un museo curioso. Oltre alle tantissime opere provenienti da tutto il mondo (unica la collezione di impressionisti francesi) ha anche una vasta sezione dedicata alle copie. Copia del Davide di Michelangelo, copia del colossale bronzo equestre al Gattamelata di Donatello, poi statue romane, busti greci, sculture assire, sarcofaghi egizi. Un museo «educativo» dove i cittadini sovietici che certo non potevano recarsi all'estero avevano modo di ammirare quei tesori.
E ancora oggi il Puskin è frequentatissimo dalle classi in gita, come quella proveniente da Tver che sta per entrare nella grande sala che ospita i Caravaggio. Sono ragazzini piccoli, ma tenuti in riga con pugno di ferro dalle insegnanti. Qui non si corre, non si grida, non si usa il cellulare e la settimana successiva si viene interrogati su quello che si è visto.
Ai russi piace documentarsi, non solo guardare le opere che sono esposte. Nel salone foderato di stoffa rossa che ospita gli 11 quadri giunti dall'Italia, sono appesi ben 13 grandi pannelli che raccontano tutto di Michelangelo Merisi. A fianco di ogni quadro, invece, solo poche righe: «Martirio di Sant'Orsola, Napoli Palazzo Zevallos Stigliano»; «Flagellazione, Napoli museo Capodimonte». Il tutto, naturalmente, in caratteri cirillici.
Lena, col naso gelato dopo 40 minuti di fila, è un medico in pensione e dice che quando può «va sempre a vedere le mostre che si tengono al museo che non è lontano da casa». Come pensionata paga 150 rubli, l'equivalente di 3 euro e mezzo che non sono certo pochi per chi prende 300 euro al mese. I visitatori normali pagano 300 rubli (7 euro), ma gli stranieri sono più «normali» degli altri in base a norme che non sono mai cambiate da quando c'era l'Urss e pagano 400 rubli. Entrano gratis invalidi, veterani di guerra, eroi dell'Urss e della Russia; i minorenni la prima domenica del mese. Davanti alla cassa c'è un tabellone fitto di regole, tabelle e tariffe. Anche questo rigorosamente solo in russo.
Yurij, 26 anni, fa lo scultore e quindi non poteva non visitare la mostra di Caravaggio. «Il mese scorso ho tentato di vedere anche l'esibizione di Salvador Dalì, ma la fila era troppo lunga», racconta. Per l'occasione è stato stabilito il record di visitatori: 270 mila in 11 settimane, più di 4 mila al giorno. La mostra di Caravaggio, che si tiene in contemporanea a quella sul pittore inglese William Blake, potrebbe fare ancora meglio. Tre anni fa il canale televisivo Cultura ha trasmesso con grande successo il film su Caravaggio prodotto dalla Rai e altre tv europee. E ciò ha sicuramente contribuito ad aumentare le attese. Irina, 26 anni, commessa in un negozio di vestiti, dice di essere molto curiosa. «Voglio capire come una persona dalla vita così stravagante abbia poi potuto dipingere simili opere».
Il salone rosso è affollatissimo, tra chi legge i pannelli, chi ascolta le audioguide e chi ammira le tele. La mostra è aperta dalle 10 del mattino alle 7 di sera. Ma già si pensa che presto il personale dovrà fare gli straordinari.
FONTE: Fabrizio Dragosei (corriere.it)

mercoledì 11 agosto 2010

La vita segreta di Caravaggio a Roma

A metà dicembre in mostra i documenti dell'Archivio di Stato


Nessuno possiede più documenti su Caravaggio: circa 70. «Cadevano letteralmente a pezzi e non ci davano un euro per i restauri», dice Eugenio Lo Sardo, direttore dell’Archivio di Stato di Roma; «da anni, nessuno li studiava». Anche se la crisi economica («100 mila euro di debiti ogni 12 mesi») è spaventosa «e forse ci obbligherà a chiudere», l’Archivio ha rimesso a posto quelle carte: le hanno studiate in otto, guidati da due funzionari, Orietta Verdi e Michele Di Sivo; da metà dicembre, una mostra racconterà la Vita dal vero di Caravaggio a Roma, e le sorprese non mancheranno. Farsele dettagliare tutte adesso, non si può; ma già solo le prime destano grande rumore.

«Pensiamo di aver individuato in una Faustina, padre spagnolo e madre napoletana, vedova di un pittore non molto noto, Lorenzo Carli sposato a 19 anni che le aveva dato quattro figli, la modella che Caravaggio usa per la Santa Caterina d’Alessandria, ora a Madrid, Museo Thyssen, e per la Giudittanella scena con Oloferne che è a Palazzo Barberini; lei, doveva avere tra i 26 e i 27 anni», dicono Lo Sardo e i due curatori. Poi raccontano una storia intricata, fatta di due barbieri che abitano a un passo dal palazzo del cardinal Del Monte, primo mecenate del maestro, che è Palazzo Madama, attuale sede del Senato; uno dei due vede spesso il pittore a casa della (giovanissima) vedova, «di cui, peraltro, sappiamo tutto: anche che si sposò senza dote, e con l’aiuto di Santa Caterina della Rota. Viveva a 100 metri da qui, in via di Sant’Agostino; e un barbiere, a Pozzo delle Cornacchie, davanti al palazzo del Cardinale». Sempre lo stesso, piccolissimo, fazzoletto della città.

E’ l’affascinante storia di una ricerca approfondita; che, come tale, regala sempre sorprese. «Per esempio», spiega Di Sivo, «la faccenda dello stupro di Artemisia Gentileschi: è da intendere non come oggi; all’epoca, era una promessa di matrimonio non mantenuta; dopo 10 mesi di rapporti con una donna vergine, peraltro consenziente, l’abbandono veniva qualificato così».

Con lui e Orietta Verdi, in Archivio dal 1978, sui documenti di Caravaggio hanno lavorato «giovani o non più giovani: tutti tra i 30 e 36 anni, bravissimi; sono ricercatori formatisi qui, cui noi cerchiamo di dare un po’ di lavoro, almeno quattro soldi». Le povertà stringono la cinghia; ma davvero anche il cuore; ha quasi un sapore di ingiustizia. «Se dovremo chiudere, sbarreremo la porta anche a numerosi uffici del Senato, che sono sopra noi»: perché addirittura Sant’Ivo alla sapienza, tra i massimi tesori di Borromini, è in condominio, e l’Archivio divide i propri 50 chilometri di scaffali tra due sedi, l’altra è a Galla Placidia. In questi chilometri, troppo poco sfruttati, c’è davvero tutto: dall’omicidio di Giordano Bruno, alle storie d’ogni artista vissuto a Roma; «le carte di Michelangelo sarà dal 1980 che nessuno le studia più».

L’esposizione si farà anche grazie a un discreto numero di sponsor «trovati uno a uno»: la Federazione Tabaccai, Land Rover, la Banca d’Italia, un difficile accordo con Arcus, altri ancora. Ma torniamo a Caravaggio: «Con i documenti, vorremmo esporre 20 dipinti, suoi e non solo, riferiti a questre vicende».

«Calvesi non è più riuscito a leggere il nome, incerto, sul pagamento per la Deposizione che è in Vaticano»: ecco cosa produce l’impossibilità d’un restauro. Anche l’allestimento della Sala Alessandrina, sparito, è da reinventare. Seguono le storie di bastonate; denunce per il porto di pugnale; di ferraioli (mantelli) portati via e restituiti; il processo intero cui Caravaggio fu sottoposto; l’ultimo contratto di affitto a Roma. E lui che rompe un soffitto in via di San Biagio, solo perché era un intemperante? «Ma no: per avere più luce, pratica soltanto un foro». Tutti documenti che sono stati corretti e trascritti, per non equivocare: come spesso, purtroppo, accade. 

FONTE: Fabio Isman (ilmessaggero.it)

martedì 23 febbraio 2010

Caravaggio, 24 capolavori assoluti alle Scuderie del Quirinale


Una grande mostra per offrire al pubblico solo e soltanto la produzione certa, la summa indiscutibile di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, nel quattrocentesimo anniversario dalla sua morte. Questo l'obiettivo delle Scuderie del Quirinale di Roma che, fino al 13 giugno, celebrano il grande Maestro con una carrellata di quadri straordinari composta unicamente da 24 capolavori assoluti, storicamente accreditati come autografi dell'artista.  Davvero un'occasione imperdibile per ammirare i capolavori di un'artista che ha fatto epoca. Inoltre, per gli appassionati, ci sarà il ghiotto appuntamento di seguito specificato:


A PROPOSITO DI CARAVAGGIO: LEZIONI D'AUTORE
incontri / 25 febbraio - 9 aprile 2010

Palazzo delle esposizioni / sala cinema
scalinata di via Milano 9a
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Un ciclo di incontri di approfondimento sulla biografia e le opere del Caravaggio. Sette fra i più noti e autorevoli storici dell'arte, che hanno dedicato al Merisi alcune fra le loro pagine più celebri, introducono il pubblico agli interrogativi e alle interpretazioni che, oggi più che mai, appassionano gli studiosi di tutto il mondo.

FONTE: adnkronos.it e scuderiequirinale.it