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domenica 4 ottobre 2015

Da Raffaello a Schiele, l'arte di Budapest sbarca a Milano

Da Raffaello a Schiele, l'arte di Budapest sbarca a Milano


Settantasei capolavori provenienti dal Museo di Belle Arti della capitale ungherese a Palazzo Reale per la conclusione dell'Expo: sintesi dell'arte occidentale dal Rinascimento alle soglie del'900. Ci sono Raffaello, Tintoretto, Artemisia Gentileschi, Dürer, Rodin, Goya, Manet, Monet, Cezanne, Gauguin, e, a rotazione, disegni preparatori di opere di Leonardo, Rembrandt, Van Gogh e Schiele


Quando un museo è chiuso per lavori di restauro, le sue opere viaggiano. E’ il caso della mostra "Da Raffaello a Schiele, capolavori provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest", ospitata nelle sale di Palazzo Reale a Milano che propone , attraverso 76 opere, uno spaccato della storia dell'arte europea dal Cinquecento al Novecento. "Questa proposta inaugura una nuova linea espositiva a Palazzo Reale di Milano: la realizzazione di mostre delle più importanti collezioni museali di tutto il mondo non sempre note al grande pubblico e non sempre accessibili“, spiega Domenico Pirania, Direttore di Palazzo Reale.

Un concentrato di dipinti straordinari che mette in fila i più grandi maestri del passato da Raffaello, passando per Tintoretto, Durer, Velasquez, Rubens, Goya, Murillo, Canaletto, Manet, Cezanne, fino a Gauguin. Presenze preziose ospitate in un allestimento studiato per “dare massimo risalto alle raccolte di Budapest, che nascono come identità di un grande museo europeo, che vogliono innanzitutto presentare il meglio dell’arte magiara che si apre in modo spettacolare alle più diverse scuole dell’arte europea”, enuncia il curatore Stefano Zuffi. E’ presente l’arte di otto diverse nazioni, con opere straordinarie come la bellissima Salomé di Lukas Cranach il vecchio, scelta come opera manifesto di questa esposizione. “E’ un’opera di snodo che fa capire come l’Europa sia un insieme di nazioni ciascuna delle quali ha la propria identità ma con un dialogo continuo. L’artista tipicamente tedesco geometrizza l’immagine con la finestra e presenza del piatto rotondo e sullo sfondo scorre un fiume, il Danubio che attraversa la Germania, l’Austria e arriva a Budapest ed è per questo che l’abbiamo scelta a simbolo della mostra”, sottolinea Zuffi.

La carrellata di dipinti e sculture sublimi continua con Giaele e Sisara di Artemisia Gentileschi, le Sirene di Rodin e i Tre pescherecci di Monet. E ancora la Maddalena Penitente di El Greco, il Paesaggio di Lorrain, la Coppia di sposi di van Dyck e il San Giacomo di Tiepolo. Per Raffaello si tratta invece di un ritorno a Milano perché l’opera esposta è la Madonna Esterhßzy che fu esposta per l’evento dello scorso Natale, a Palazzo Marino. Se in quelle sale la Madonna era isolata e presentata nella sua radiosa bellezza, qui è invece inserita in un percorso artistico che la mette a confronto con le più alte proposte del Rinascimento europeo.
Otto disegni si alterneranno, per motivi conservativi, ad altrettante opere su carta, durante il corso dell'esposizione: bozzetti preparativi di dipinti e sculture di grandi maestri del passato come Leonardo, Rembrandt, Parmigianino, Annibale Carracci, Van Gogh e Schiele. La penultima sala è dedicata al Simbolismo europeo, mentre nell’ultima si incontrano gli artisti più amati delle avanguardie storiche, e attraverso una galoppata si arriva fino ad Egon Shiele, che è indicato nel titolo dell’esposizione come stazione di arrivo del percorso.  La mostra, proposta in occasione di ExpoinCittà, resterà aperta fino al 7 febbraio 2016. E’ prodotta e organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, in collaborazione con il Museo di Belle Arti di Budapest e il Museo Nazionale Ungherese.

FONTE: Valentina Tosoni (republica.it)


lunedì 29 giugno 2015

Bergamo, riapre Accademia Carrara, viaggio nel Rinascimento Italiano

Bergamo, riapre Accademia Carrara, viaggio nel Rinascimento Italiano
 
Bergamo. Torna a splendere uno dei più importanti musei d'arte. Nuovo percorso espositivo, con oltre 600 opere, e importanti adeguamenti sul fronte delle tecnologie al servizio del pubblico e della stessa delle opera
 
Uno autentico scrigno contenente capolavori artistici di grandissimo pregio ha riaperto le sue porte al pubblico, dopo sette anni, lo scorso 23 aprile. L’Accademia Carrara di Bergamo si presenta ora in un’altra veste, totalmente rinnovata e con alcune importanti novità: la ristrutturazione della sede neoclassica, il nuovo allestimento, la campagna di restauri dei capolavori, il completo aggiornamento dei servizi per il pubblico e la valorizzazione della collezione in Italia e nel mondo.  Non è stato un percorso veloce e ci sono voluti 12 milioni di euro di investimenti, (il Comune della città ha sostenuto l’intervento con oltre 10, ai quali si deve aggiungere il finanziamento di 1.250.000 euro della Fondazione Credito Bergamasco che ha consentito di completare l’allestimento museale) e ora Bergamo è molto orgogliosa del suo più importante museo. Nata nel 1796 dall’idea visionaria del nobile bergamasco Conte Giacomo Carrara, l'Accademia si distingue nel panorama artistico italiano per identità e qualità del suo patrimonio ed è fra le più affascinanti raccolte di arte antica e rinascimentale del mondo. Oggi, la nuova Carrara, si propone anche come modello di museo per il XXI secolo. Le principali novità si ritrovano nel percorso e della distribuzione degli spazi.
E' composta da ventotto sale, tredici al primo piano e quindici al secondo a cui si aggiungono il reparto didattico, il museum shop e la sala video. Abbondante poi la presenza di supporti tecnologici che hanno reso la nuova Carrara più efficiente,  più accogliente, e capace di ospitare un pubblico molto differenziato nell’età.

Durante gli anni del restauro architettonico, serviti per intervenire sullo storico edificio neoclassico, progettato da Simone Elia, è stato anche riprogettato il percorso museale. Infatti, l’ordinamento della collezione permanente, che comprende un totale di oltre 600 opere esposte tra dipinti, in larga maggioranza, e sculture, è stato modificato in senso cronologico: i cinque secoli si percorrono a partire dal Quattrocento sino alla fine dell’Ottocento, toccando le principali scuole pittoriche italiane, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all’Emilia Romagna, dalla Toscana all’Umbria e non mancano sguardi alla pittura d’oltralpe, specialmente alle Fiandre e all’Olanda. Quindi, i più grandi nomi della storia dell’arte compresi tra il XV e il XIX secolo, si possono incontrare in sequenza temporale e stiamo parlando di Donatello, Pisanello, Mantegna, Giovanni Bellini, Botticelli, Raffaello, Tiziano, Baschenis, Fra Galgario, Tiepolo, Canaletto e Piccio; l’Accademia Carrara vanta inoltre tra i più ampi corpus al mondo di Lorenzo Lotto e di Giovan Battista Moroni. Molti poi gli interventi di recupero e rispristino delle opere che hanno interessato alcuni capolavori tra cui il San Sebastiano di Raffaello (1501), la Madonna con bambino di Andrea Mantegna (1480), il Ritratto di giovane di Giovanni Bellini (1475-78), il Ritratto di gentildonna di Giovan Battista Moroni (1570), la Madonna col bambino di Carlo Crivelli (1480-83), il Sant’Ambrogio battezza Sant’Agostino di Antonio Vivarini (1435-40), il Ritratto di giovinetta con ventaglio di Pitocchetto (1740) oltre a opere di Cima da Conegliano, Pintoricchio, Altobello Melone, Giovan Battista Tiepolo.

Proprio in questi giorni è nata la Fondazione Accademia Carrara e con la firma avvenuta nella mattina di giovedì 25 giugno, è ufficialmente iniziato il nuovo corso di gestione della pinacoteca di Bergamo. La Fondazione avrà il compito di promuovere la fruizione pubblica del patrimonio artistico, in linea con i principi enunciati dal suo originario fondatore ovvero: “promuovere lo studio delle belle arti onde giovare alla Patria e al Prossimo". Il CDA nominerà il futuro direttore della Carrara, che sarà affiancato anche da un Comitato scientifico e da un Advisory board: “Si tratta di un passo molto importante – ha sottolinea il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, e presidente della Fondazione – che doterà l’Accademia Carrara di una governance moderna e in grado di rispondere in modo più efficace alle numerose esigenze di cui necessita una pinacoteca di così alto livello e prestigio.” Il lavoro di valorizzazione del ricco patrimonio si è già in parte concretizzato con la realizzazione di mostre, pensate in collaborazione con prestigiose sedi museali estere, dall’Austria, alla Russia, agli Stati Uniti, un'apertura in più per l’Accademia Carrara che permetterà una maggiore diffusione della grandezza del Rinascimento italiano.
 
FONTE: Valentina Tosoni (repubblica.it)

martedì 24 settembre 2013

L’influenza dei fiamminghi sull’arte rinascimentale


Le Fiandre e Firenze protagoniste di un dialogo che racconta la migrazioni da nord a sud di stili e motivi alla Huntington Library in California.

Dopo aver celebrato la bellezza della pittura fiamminga del XV secolo e ancor di più le meraviglie dell’arte rinascimentale, dal 28 settembre al 13 gennaio, per la prima volta negli Stati Uniti, una mostra indagherà la relazione tra le Fiandre e Firenze descrivendo la migrazione da nord a sud di tecniche e stili specifici, ispirazioni e motivi attraverso una trentina di dipinti accompagnati da alcuni manoscritti di artisti come Jan van Eyck, Hans Memling, Pietro Perugino e Domenico Ghirlandaio.

Combinando, tra le altre, opere provenienti dalla Galleria degli Uffizi, dalla National Gallery of Ireland e dal Museum of Fine Arts di Boston, all’interno dello spazio della Huntington Library di San Marino, California, l’esposizione “Face to Face: Flanders, Florence, and Renaissance Painting” stimolerà un confronto per aree tematiche, esplorando nel dettaglio la forma del dittico, la raffigurazione del volto di Cristo, l’evoluzione del ritratto, elementi della pittura paesaggistica, e la destrezza nell’illustrazione di trame e volumi. 

FONTE: L. Sanfelice (arte.it)