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mercoledì 14 marzo 2012

Quel Dalí "all'italiana" che sognava Anna Magnani



A Roma, Complesso del Vittoriano, una rassegna racconta l'universo dell'artista spagnolo. Tra ossessioni, sogni e immagini-feticcio, si scopre anche il rapporto con il nostro Paese, da Luchino Visconti, ai mostri di Bomarzo a Fellini


Figura dalla smisurata complessità creativa, sempre in bilico sul baratro dell'eccentricità, Salvador Dalí è artista difficile da restituire con una mostra, dove il rischio di cadere nel divertissement del kitsch e nella superficialità interpretativa delle sue immagini-feticcio, oltre alle tante opere di tono minore che sovente girano per gli eventi espositivi, è in agguato. Ora ci prova
il Complesso del Vittoriano che dal 6 marzo al 1° luglio propone "Dalí. Un artista, un genio", rassegna che tenta di raccontare la monumentale personalità dell'artista spagnolo con una retrospettiva bulimica di quadri, disegni, documenti vari, tante fotografie e memorabilia di filmati, lettere e oggetti di design, insomma un caravanserraglio che echeggia sogni e ossessioni, paranoie e bizzarrie, provando a indagare il capitolo inedito dei rapporti con l'Italia.  
Sotto la cura di Montse Aguer, direttrice del Centro per gli studi daliniani alla Fundació Gala-Salvador Dalí, e Lea Mattarella, la mostra raccoglie i contributi di varie istituzioni culturali, tra cui anche il Walt Disney Animation Studios di Burbank. Che Dalì avesse fatto di se stesso un'opera d'arte, lo dimostra subito il percorso, montando una sezione introduttiva sul portentoso surrealista di Figueras (1904-89) con gli scatti-ritratto del russo-americano Philippe Halsman che ne immortalano con arguta ironia le pose teatrali, i vezzi estetici, i travestimenti, gli sguardi spiritati e carismatici. Cresciuto alla Scuola di Belle Arti di Madrid, sotto la luce di Bunuel e Garcia Lorca, e maturato a Parigi, nel 1928, in compagnia di Breton, Mirò, Picasso, Dalí divenne il guru di una personalissima chiave pittorica basata sul "metodo paranoico-critico", dove l'influenza della psicanalisi freudiana si traduce in immagini ossessive di forte carica illusionistica che vagheggiano deliri di castrazione, voyeurismo, coprofilia, impotenza, sul filo rosso della presenza femminile di Gala, moglie (dal '29), modella e musa. 

E la mostra cavalca questo gioco della teatralizzazione proponendo installazioni sonore con la vera voce di Dalí. Futilità a parte, il percorso apre con i riferimenti all'antico, da Raffaello, con cui si inizia (il quadro più antico di questa rassegna è proprio il giovanile "Autoritratto con il
collo di Raffaello" del 1921) a Michelangelo con cui idealmente si chiude, con le immagini ispirate alla Pietà vaticana e al Giorno e la Notte delle Cappelle Medicee a Firenze. E c'è anche il curioso foglio autografo, dove l'artista dà le votazioni allo stile, colore, invenzione, disegno dei grandi artisti del passato e inserisce anche il suo nome tra questi. Si passa, poi, ad una manciata di grandi
quadri che evocano la sua ricerca, dalla giovanile foga per Cézanne e le sue Bagnanti, alla fase realista con "Ritratto di ragazza" del 1925, alla sperimentazione del surrealismo tra il primo e il secondo viaggio a Parigi dove scopre De Chirico e Picasso, la metafisica e il cubismo. 

E si entra nel suo universo parallelo, dal 1931, fatto di paesaggi misteriosi desertici, infestati di orologi molli che non segnano un tempo reale, apparizioni di figure figlie più di un capriccio onirico che della realtà, di rocce metamorfizzate, di frammenti di corpi come fossili preistorici su cui compaiono concrezioni materiche di ogni tipo. E si chiude con l'indagine ravvicinata sulla sua relazione con l'Italia, rievocando a suon di documenti e fotografie, i suoi viaggi tra Roma, Venezia e Bomarzo (sarà un grande appassionato del Giadino dei Mostri), le suggestioni per l'estetica di Valori Plastici, le amicizie e le collaborazioni con registi, attori, industriali. 

Tanti i nomi illustri. Da Luchino Visconti per una messa in scena di Rosalinda o come vi piace di Shakespeare al Teatro Eliseo nel 1948 (tra fotografie d'epoca, un album che apparteneva a Visconti, documenti vari, lettere e un paio di costumi originali). Fu designer per Alessi e Rosso Antico, scenografo per i balletti alla Fenice di Venezia. E con Anna Magnani sognava di realizzare un film intitolato "La carrettila de carne", "la vera storia di una donna paranoica innamorata di una carriola". A Federico Fellini Gala propose di fare un film su Dalí.  E le performance, come quando, in occasione dell'esposizione a Palazzo Rospigliosi, muore simbolicamente per poi rinascere in un cubo metafisico. Epilogo, la Vespa della Piaggio su cui Dalí è intervenuto nel 1962.

Notizie utili - "Dalí. Un artista, un genio", dal 6 marzo al 1° luglio 2012, il Complesso del Vittoriano, Via San Pietro in Carcere, Roma
Orari: lunedì al giovedì 9.30  -  19.30, venerdì e sabato 9.30  -  23.30, domenica 9.30  -  20.30
Ingresso: € 12,50 intero; € 9,00 ridotto
Informazioni: tel. 06/6780664
Catalogo: Skira, Milano

FONTE: Laura Larcan (repubblica.it) 

giovedì 30 settembre 2010

Sogni, enigmi e ossessioni in mostra il genio di Dalì


A Milano, a Palazzo Reale, fino al 30 gennaio 56 opere del maestro surrealista. E spunta anche il cartone animato che l'artista spagnolo voleva fare con Walt Disney


Salvador Dalí salvato da Pocahontas. Nella piccola grande antologica di cinquantasei opere, "Salvador Dalí. Il sogno si avvicina", che il Palazzo Reale dedica al sublime maestro del surrealismo spagnolo dal 22 settembre al 30 gennaio, la vera chicca imperdibile che ne risolleva le aspettative è il cortometraggio d'animazione "Destino", frutto di uno sperimentale  -  forse troppo - progetto cinematografico di Dalí e Walt Disney. E' il viaggio onirico di una splendida fanciulla dai lunghi capelli neri, sensuale nel suo abito tunica che attraversa luoghi e tempi remoti permeati dalle icone della fantasia disinibita e sontuosa dell'artista. Un'opera lasciata in sospeso nel 1946 dopo un anno di collaborazione, e "animata" sulla base di disegni, schizzi e storyboard autografi di Dalí conservati presso l'Animation Research Library dei Walt Disney Animation Studios di Burbank in California solo nel 2003, per essere catapultata tra un premio e l'altro alla corsa all'Oscar. 


E ora per la prima volta viene proiettata in Italia, scortata da alcuni dei disegni originali più suggestivi. Se nel percorso espositivo, il capitolo Disney di Dalí appare come l'epilogo delle quattro sezioni, diventa invece la tappa più originale e interessante di una mostra, curata da Vincenzo Trione e realizzata in collaborazione con la Fondazione Gala-Salvador Dalí di Figueras, che riassume in pillole la produzione dell'artista attraverso il complesso tema del paesaggio. Argomento non certo banale né scontato per uno come Dalí, che ha fatto del sogno, della paura, dell'amore e dell'enigma il palcoscenico delle sue ossessioni. 

Nato a Figueres in Catalogna l'11 maggio del 1904, studiò a Madrid Belle Arti facendo amicizia con Garcia Lorca e Luis Buñuel, per poi sbarcare a Parigi e dividere la scena del movimento surrealista con Mirò, Breton e Eluard (e la moglie di quest'ultimo, Gala, che diventerà sua amante, modella, musa e poi moglie). Ma del surrealismo Dalí escogitò una personalissima formula espressiva, secondo un  metodo che lui stesso definì "paranoico-critico", sulla lezione della psicanalisi freudiana. Il suo diventa uno stile illusionistico incentrato sulla serialità di immagini-simbolo legate alle sue ossessioni più violente, macabre, tragiche, dolenti, goliardiche, ma anche spirituali, dal voyeurismo alla castrazione, dalla putrefazione all'impotenza e alla coprofilia. 

Il tema del paesaggio scelto dalla mostra vuole essere un fil rouge per indagare la dimensione più mistica, classica, psicologica e romantica dell'artista attraverso pochi ma pregevoli prestiti, dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, al Boijmans Museum di Rotterdam fino alla collezione d'arte contemporanea dei Musei Vaticani. Dove spicca nell'allestimento il contributo dell'architetto Oscar Tusquets Blanca, amico e storico collaboratore di Dalí: con una buona dose di esuberanza teatrale, viene infatti ricostruita in modo perfettamente filologico la celebre Stanza di Mae West, che Tusquets Blanca realizzò in accordo con l'artista nel suo museo di Figueras. Come rivelò lo stesso Dalì in un'intervista, riportata in mostra, gli specchi utilizzati a Figueras dovevano essere in realtà sostituiti con schermi televisivi, testimoniando la sua precoce intuizione sul potere mediatico. A memoria di questo ambiente, sfila anche lo strafamoso sofà "Dalilips", forgiato in gesso dipinto a forma di labbra dell'attrice statunitense sex symbol Mae West. 

L'immaginario surrealista di Dalí, tra pittura, scultura e design,  scorre in opere che raccontano la sua sensibilità all'universo del passato, "La Venere di Milo" con i cassetti, da Rotterdam, o le citazioni da Velaquez. Così come nella violenza gratuita e irrazionale della guerra tratteggiata con colori vividi e freddi e soggetti straziati, come "Melanconia Atomica" da Madrid e "Visage de la guerre" da Rotterdam. Per attraversare tutti i deliri dell'inconscio, incapsulati in alcune opere clou, come "Tre età" dal Museo di St. Petersburg in Florida, "Ricerca della quarta dimensione" direttamente da Figueras, "Cammino dell'enigma", dalla Fondazione Gala- Salvador Dalí Reina Sofia, "La mano di Dalí toglie un Toson d'Oro a forma di nuvola per mostrare a Gala l'aurora tutta nuda..." da Figueras, passando per l'esistenzialismo religioso col "Crocifisso" del '54, dai Musei Vaticani. Per un gran finale di "silenzio cosmico", col monocromo azzurro spaccato in modo da sembrare, come dice Vincenzo Trione, "un involontario cretto": è "Il  rapimento di Europa" (1983) conservato a Figueras l'ultimo olio dipinto dall'artista prima della morte, avvenuta nel 1989.

Notizie utili - "Salvador Dalí. Il sogno si avvicina", dal 22 settembre al 30 gennaio 2011, Palazzo Reale piazza Duomo. Milano
Orari: martedì-domenica 9:30-19:30, lunedì 14:30-19:30, giovedì e sabato 9:30-22:30.
Ingresso: intero €9, ridotto €7,50.
Informazioni: 02-54913, www.mostradali.it 2
Catalogo: 24 Ore Cultura  -  Gruppo 24 Ore